Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”, l’Usb rimane l’unica ad opporsi al rinnovo al ribasso del contratto della Sanità.
Dopo i sindacati confederali, alcuni giorni fa anche quelli autonomi hanno deposto ogni velleità di lotta, firmando uno scandaloso contratto nazionale del comparto sanità.
“Il contratto è stato firmato oggi, ma è valido per ieri – ha dichiarato l’Usb Viterbo – infatti riguarda il biennio 2016-2018. Ricordiamo che dopo 9 anni di blocco, i lavoratori hanno avuto una perdita salariale media di 10 mila euro e una perdita di potere d’acquisto del 25%. Tali perdite non verranno certo recuperate dal rimborso una tantum, spalmato durante l’anno, firmato da queste sigle sindacali”.
Il sindacato di base si è opposto a questo contratto perché, oltre alla perdita economica, esso comporta un arretramento dei diritti dei lavoratori.
“Di fatto, viene cancellato il diritto alla malattia. I dipendenti avranno solo 18 ore all’anno, compreso il viaggio, per effettuare visite, cure ed esami diagnostici – ha continuato l’Usb Viterbo -. Lo straordinario non sarà più una scelta libera del lavoratore, ma un’imposizione, ignorando che il lavoratore ha una vita personale e familiare al di fuori”.
Ancora una volta, pertanto, anche i sindacati autonomi, al pari dei confederali, hanno deposto la difesa dei lavoratori per difendere se stessi. L’unico motivo, infatti, per firmare un simile contratto è quello di sedere al tavolo della trattativa e difendere i propri privilegi.
L’Usb, invece, rimane all’opposizione, seduta dalla parte del torto secondo molti, ma sempre al fianco dei lavoratori.
Elisa Bianchini
Usb Viterbo
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