Viterbo – Per parlare di Viterbo si dà allo sport. Domani in provincia Gianmaria Santucci con Fondazione organizza un incontro con Riccardo Viola, presidente regionale Coni. Perché vede una campagna elettorale poco incentrata sui contenuti. E su un altro sport molto diffuso ultimamente, capire chi arriverà secondo in caso di ballottaggio, un’idea se l’è fatta. Così come su una campagna elettorale finora molto sottotono.
Santucci, perché un incontro sullo sport?
“Vedo pochi parlare di contenuti, di progetti per la città. Ci proviamo noi, domani, giovedì 31 alle 17, alla sala conferenze della provincia. Avremo Riccardo Viola, presidente regionale Coni e il candidato sindaco Giovanni Arena”.
Vi date allo sport, quali risultati pensate di raggiungere?
“Intanto vorremmo rimettere in piedi le convenzioni tra Coni ed enti locali, com’erano quando io ero assessore in provincia. Un bando unico per evitare di dare a tanti poche centinaia di euro, magari agli amici degli amici. Poi, interventi sugli impianti. Il palazzetto, ad esempio. Perché non concedere l’area di quello attuale a privati e in cambio chiedere che sia realizzato in un posto diverso? In quello attuale ci piove, è inutilizzabile per tanti sport e ha costi elevati di gestione. Poi, abbiamo un autodromo che con un finanziamento del credito sportivo o l’intervento di privati può elevarsi di categoria”.
Non si dimentica dei campi di calcio?
“Serve un piano vero per l’impiantistica. Mentre aspettiamo che si concretizzi quello del comune per il Pilastro, l’idea è che in tutti vada messo il manto sintetico, per evitare costi enormi e renderli utilizzabili. Ma serve intervenire anche per il rugby, il baseball. Penso pure al pattinaggio. Abbiamo campioni in questo settore, ma ci manca una struttura adeguata. Chiederemo a un tecnico Coni d’assistere l’amministrazione e già la presenza di Viola è importante. Ci ascolterà e noi sentiremo le sue proposte. Cinque anni sono un tempo ragionevole per sistemare l’impiantistica”.
Con lo sport prova a smuovere una campagna elettorale abbastanza sottotono?
“È vero, ma c’è una ragione ed è la scelta all’ultimo dei candidati sindaco nei principali schieramenti, centrodestra e Pd, con meno di un mese di tempo per girare la città. Vedo più una corsa dei 500 candidati, sono molti, alla ricerca di preferenze. Consideriamo pure che siamo schiacciati dalle vicende di politica nazionale”.
Un altro sport praticato ultimamente in città è capire, in caso di ballottaggio, chi riuscirà a raggiungerlo oltre il centrodestra. Secondo lei?
“Non so se ci sarà, ma chiunque sia, avrà un forte distacco rispetto ad Arena. Arriveranno molti con poca differenza di voti, immagino. Siamo ormai prossimi al voto e se qualcosa può influire sull’esito, sono le logiche nazionali. Il governo 5 stelle – Lega, ad esempio, qualcosa avrebbe comportato. Così non è stato”.
La sua coalizione è una delle due ad avere scelto il candidato sindaco last minute. Arena è stata l’opzione migliore?
“L’ho detto sempre, il problema non è Giovanni. Qualsiasi nome avesse messo tutti d’accordo a noi di Fondazione sarebbe andato bene. A essere sbagliato è stato il metodo, tutti chiusi in una stanza a Roma, con una situazione politica in continuo cambiamento. Se lo stesso incontro si fosse svolto oggi, con un quadro totalmente cambiato, il responso sarebbe stato diverso. Detto questo, Arena va benissimo, era il migliore possibile. Certo, i problemi interni non sono scomparsi una volta presa la decisione. Le diversità esistono, ma i partiti sono uniti e si otterrà una sintesi pure sui contenuti. Tra l’altro, con orgoglio posso affermare come il 90% del programma di coalizione sia quello predisposto da Fondazione. Quindi, non è vero che sono passate settimane solo a discutere sul nome, nel frattempo si lavorava”.
Sono arrivati e arriveranno leader nazionali a fare campagna elettorale. Fondazione chi porterà?
“Scherzando, ho detto d’avere pensato al papa emerito, ma mi pareva troppo. Io non credo che siano i nomi a fare la differenza. Basta guardare il Pd che ha fatto venire tutti i ministri e si è visto l’esito a politiche e regionali. Bene che passino Berlusconi, Meloni, Salvini. Vuol dire che siamo all’interno di un quadro nazionale che funziona. Ma non ci farà vincere. Può servire a spronare, infondere fiducia. Quello che conta è raccontare la nostra idea di città, casa per casa”.
Giuseppe Ferlicca
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