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Elezioni comunali 2018 - Bene l'incontro fra gli otto candidati sindaco sulla "Viterbo che vorremmo"

Incoraggiante convergenza su moltissimi punti…

di Francesco Mattioli
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Viterbo - Elezioni comunali 2018 - Incontro otto candidati sindaco nella sede di Tusciaweb

Viterbo – Elezioni comunali 2018 – Incontro otto candidati sindaco nella sede di Tusciaweb

Viterbo – Difficoltà burocratiche e vincoli di bilancio.

Sono questi i macigni che sembrano pesare sull’inventiva e sulla voglia di cambiamento di chi sarà il sindaco di Viterbo.

Sembrerebbero solo questi gli ostacoli paventati dai “magnifici otto” che hanno avuto la pazienza di confrontarsi con il progetto “Viterbo che vorremmo” del think tank da noi proposto qualche giorno addietro e offerto alla loro attenzione.

Con un po’ di realismo in più, potrei dire che dietro la loro candidatura ci sono partiti, gruppi, cordate, bacini elettorali inevitabilmente portatori di interessi particolari, che in cambio di un appoggio politico reclamano la soddisfazione delle loro aspettative, che magari non coincidono del tutto con un programma innovativo.

C’è anche chi ha tutto da perdere, a cambiare… Sarebbe ingenuo ignorarlo.

Ma tutti questi fattori possono condizionare solo fino ad un certo punto un programma di cambiamento, una “utopia creatrice”, come l’abbiamo definita. Perché, come abbiamo potuto constatare durante l’incontro con i candidati sindaco nella sede di Tusciaweb, su moltissimi punti c’è ormai una incoraggiante convergenza di intenti.

Forse sono apparsi differenti il coraggio e la volontà di rischiare di taluni rispetto ad altri, e tuttavia i problemi sono quelli e le ricette sono quelle, almeno su alcuni punti chiave: centralità della persona; partecipazione responsabile dei cittadini; tutela dell’ambiente; sviluppo termale e sviluppo del turismo di qualità; rilancio culturale; centro storico e recupero delle periferie. Osando, anche.

Una premessa e due punti sono in ogni caso irrinunciabili. La premessa è che occorre scrollarsi di dosso quell’inveterato “tirare a campare” provincialista, che rassicura i gattopardi del cambiare tutto per non cambiare nulla.

I due punti irrinunciabili sono la necessità di correre, in un mondo che corre (e i nostri esempi non devono essere solo le città italiane più avanzate, ma le città europee più avanzate…); e il coraggio di sperimentare il nuovo, anche rivoltando le logiche di bilancio e delle procedure burocratiche: altrimenti, come hanno sottolineato vari candidati, non se ne uscirà mai.

Per questo, appare necessario che la prossima sindacatura sia caratterizzata da un salto di qualità anche nelle competenze, perché non si può fare, se non si sa fare.

Occorre peraltro ricordare che il prossimo sindaco avrà molti più poteri che in passato, e non solo in termini di sicurezza; che si confronterà con un periodo di cambiamenti epocali nel campo della cultura e del turismo, dell’ambiente, della comunicazione, della tecnologia, di nuovi e complessi processi di glocalizzazione.

E che a Viterbo dovrà intervenire con grande determinazione, con grande coraggio e con grande spirito innovativo soprattutto sul centro storico, in termini di traffico, di commercio, di sicurezza, di vivibilità, affrontando la resistenza di interessi particolari, di abitudini consolidate, di misoneismi di varia ispirazione.

Forse è proprio sul centro storico, sui servizi infrastrutturali e sul rapporto organico con le periferie che si misurerà la capacità utopica del nuovo sindaco, perché sono problemi che gravano sulla città da oltre quarant’anni e che altrove hanno avuto soluzioni d’avanguardia.

Quel che ha piacevolmente sorpreso, nell’incontro del nostro think tank con i candidati, è il clima collaborativo che si è sviluppato intorno a quel tavolo; al di fuori della polemica rituale che ovviamente si manifesta negli incontri pubblici e nei comunicati stampa a beneficio degli elettori, i candidati si sono spesi in proposte, concordando spesso fra loro (l’ho visto fare anche tra il diavolo e l’acqua santa…) su certi punti programmatici, sulla necessità di essere coraggiosi, addirittura scambiandosi consigli su come impostare una possibile strategia di intervento innovativo su questo o su quel problema.

Sarebbe bello che capitasse un domani anche in consiglio… Ho notato, inoltre, che nelle dichiarazioni programmatiche successive all’incontro, molti candidati hanno ripreso, facendoli propri, gran parte dei temi che noi avevamo proposto. E’ un altro segnale incoraggiante.

Attendiamo la proclamazione del nuovo sindaco di Viterbo per il quinquennio 2018-2023: e siamo disponibili a fornire tutto il nostro aiuto, chiunque egli sia, se si impegnerà nella direzione che abbiamo proposto nel nostro documento “Viterbo che vorremmo”.

Ci preme Viterbo, ci premono le persone, ci preme un sindaco; non questo o quel simbolo.

Francesco Mattioli


Articolo: Otto candidati sindaco tutti insieme “appassionatamente”

Fotogallery: Incontro degli 8 candidati sindaco

Documenti: Il documento completo Viterbo che vorremmo


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29 maggio, 2018

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