Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’appuntamento è per giovedì 17 maggio 11 nella sala assemblee della Fondazione Carivit a palazzo Brugiotti in via Cavour.
Le “ambascerie” di tutte le scuole primarie partecipanti (dirigenti, insegnanti, studenti e genitori di Canevari, De Amicis, Concetti, Grandori e Volta) riceveranno in dono dal presidente della Fondazione Mario Brutti copie omaggio del libro “La léngua vitorbese” (Davide Ghaleb Editore).
Il volume contiene tutte le poesie vincitrici e segnalate del premio omonimo riservato alle classi quarte e quinte delle scuole primarie del capoluogo e patrocinato dalla Fondazione stessa.
Dopo gli indirizzi di saluto da parte di Mario Brutti, il sottoscritto in qualità di curatore presenterà il volume. Interverranno la vicesindaca Luisa Ciambella per il Comune di Viterbo, Ostelvio Celestini in rappresentanza dell’associazione Tuscia Dialettale (nonché presidente onorario della giuria) e gli altri membri della giuria: Paolo Bracaglia per il comitato festeggiamenti Pianoscarano Carmine e Salamaro, Massimo Mecarini per il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e Pietro Benedetti per la Banda del racconto. Condurrà Antonello Ricci. Nel corso dell’iniziativa Benedetti leggerà alcuni componimenti dei ragazzi.
In appendice, l’agile volumetto raccoglie anche le poesie vincitrici e segnalate del bando parallelo “senza limiti d’età” patrocinato dal comune di Viterbo.
L’iniziativa è dedicata alla cara memoria di Enrico Brenciaglia, avvocato e uomo d’altri tempi che nell’autunno scorso rappresentò Fondazione Carivit all’affollatissima consegna dei premi in sala Regia a palazzo dei Priori.
Il libro raccoglie e valorizza un’ampia selezione delle migliori poesie in dialetto viterbese scritte dagli alunni delle scuole e dagli adulti che hanno partecipato al concorso, dedicato alla memoria del poeta “piascaranese” Emilio Maggini. Il volume è stato pensato in primis per essere consegnato agli istituti scolastici che hanno partecipato al concorso, al fine di stimolare nei più giovani e nelle loro famiglie il rinvigorimento e la valorizzazione di un più alto sentimento di appartenenza all’identità linguistica viterbese e quindi di dignità civica.
L’antologia prende molto sul serio le poesie che la costituiscono. Alla base del suo impianto ci sono scelte tutt’altro che scontate: a partire dalla decisione di pubblicare i testi senza interventi tesi a una qualche normalizzazione ortografica. Scelta, questa, facilitata dall’assenza di una tradizione univoca consolidata di tipo fonetico e ortografico del dialetto locale.
Così “La léngua vitorbese” finisce per restituirci uno spaccato esemplare delle sue evoluzioni contemporanee.
Merito del progetto nel suo complesso invece (concorso e successiva pubblicazione) è stato quello di aver fatto incontrare la poesia dialettale agli alunni delle scuole, ma anche di aver attivato un dialogo e posto in connessione generazioni diverse di poeti. In questo senso Banda del racconto, che ha svolto la funzione di cerniera tra i diversi attori coinvolti (le 6 scuole primarie del capoluogo che hanno partecipato al premio, Fondazione Carivit, Comune di Viterbo, Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Tuscia dialettale, Comitato Festeggiamenti Pianoscarano Carmine e Salamaro asdc), sente di aver contribuito a plasmare un virtuoso modello sociale di azione culturale.
Marco D’Aureli
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