Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Assistiamo sconcertati allo spettacolo indecente offerto dalla politica nazionale.
Il “governo del cambiamento” che nella narrativa grillina e leghista avrebbe dovuto traghettarci verso la terza repubblica salta per un nome, che evidentemente a differenza di quanto ripetuto per 85 giorni conta più del programma.
Saltano una ad una tutte le false promesse: reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione della legge Fornero. Con esse le aspettative dei cittadini, illusi da una politica sempre più spregiudicata.
Salta tutto perché non si è voluto sostituire un autorevole esponente politico della maggioranza ad un nome, quello di Paolo Savona, che avrebbe mandato un messaggio forte e chiaro ai mercati: siamo qui per distruggere e non per costruire, non investite su di noi! Inevitabilmente il nostro paese, gravato da un debito pubblico enorme, sarebbe diventato un facile bersaglio della speculazione finanziaria, che esiste e con cui bisogna fare i conti.
Il ricordo dei drammatici giorni della crisi greca imporrebbe alla nostra classe dirigente un atteggiamento ben più maturo e responsabile, ma da anni viviamo in un clima di campagna elettorale permanente che ha inquinato il dibattito pubblico e alimenta quotidianamente l’odio. Bene ha fatto Mattarella a tutelare l’interesse nazionale e il nostro risparmio, esercitando tutte le prerogative dell’articolo 92 della Costituzione. A lui va tutta il nostro sostegno e la nostra vicinanza.
Chiedere lo stato d’accusa del presidente della Repubblica, gridare al complotto, invocare una nuova marcia su Roma, potrà nutrire l’ego di qualche aspirante politico nostalgico del ventennio, ma sarà devastante per il nostro paese.
Quelli che pochi mesi fa si definivano i “difensori della Costituzione ” da una deriva autoritaria cercheranno di mettere in discussione le istituzioni, soffieranno sul fuoco e chiederanno il voto per uscire dall’Unione Europea.
Non possiamo permettere che ciò accada.
Appartengo fieramente alla generazione Erasmus, a quei 4.400.000 ragazzi che hanno avuto l’opportunità di studiare all’estero e di sentirsi veramente cittadini europei. L’Europa è casa nostra e dovremo difenderla da chi, in nome della retorica del sovranismo, ci vuole non aperti al mondo ma chiusi entro i nostri confini nazionali.
Facciamoci trovare pronti, superiamo le nostre divisioni e distanze, del tutto irrilevanti rispetto alla natura della posta in gioco.
Simone Brunelli
Pd Civita Castellana
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