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Bergamo - Il segretario Paolo Citterio: “L'acquisizione delle tre Bridge bank ha aumentato i dipendenti del gruppo da 17mila a 22mila"

Ubi Banca, eletto il nuovo coordinamento Fabi

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Bergamo - Paolo Citterio, coordinatore Fabi Ubi Banca

Bergamo – Paolo Citterio, coordinatore Fabi Ubi Banca

Bergamo - Il dirigente Mauro Pampana al coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – Il dirigente Mauro Pampana al coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo - Il giornalista Fabio Pavesi al coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – Il giornalista Fabio Pavesi al coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo - Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi Ubi Banca

Bergamo – Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi Ubi Banca

Bergamo - La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo - La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo - La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – La riunione del coordinamento Fabi Ubi Banca

Bergamo – (s.c.) – Si è riunito martedì scorso 29 maggio a Bergamo il congresso del coordinamento Fabi del gruppo Ubi Banca per eleggere i nuovi componenti della segreteria che coordinerà il lavoro di tutti i dirigenti sindacali del gruppo nei prossimi anni.

La Fabi, Federazione autonoma bancari italiana, è il sindacato più rappresentativo a livello nazionale tra i dipendenti degli istituti di credito ed è guidata dal segretario generale Lando Maria Sileoni.

Il segretario del coordinamento di gruppo Paolo Citterio, in apertura dei lavori, ha illustrato agli oltre 200 delegati tutti i grandi cambiamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione di Ubi Banca in questi ultimi 4 anni: “Il gruppo Ubi in pochi anni ha cambiato radicalmente la sua struttura organizzativa. La banca in cui abbiamo iniziato a lavorare – ha affermato Citterio – non c’è più, ma la nostra Fabi è sempre più forte. L’azienda si è completamente trasformata negli ultimi anni. Una trasformazione organizzativa: nel giro di poco tempo diverse aziende sono state incorporate in Ubi Banca (Banca popolare commercio industria, Banca popolare di Ancona, Banca regionale europea, Banco San Giorgio, Carime, Banco di Brescia, Banca Valle Camonica, Banca popolare di Bergamo, oltre a Banca 24/7, Centrobanca, Silf, e le recenti Carichieti, Banca popolare dell’Etruria e Banca Marche).

L’acquisizione delle tre Bridge bank ha aumentato in un colpo solo del 30% il numero dei dipendenti del Gruppo, passando da 17mila a 22mila. Ma abbiamo assistito anche ad una trasformazione societaria dopo il passaggio dalla forma giuridica di cooperativa a quella di Spa, che è la più rilevante, poiché destinata a modificare per sempre il modo di essere della banca. Trasformazione che stiamo già vivendo tutti noi: nuove politiche commerciali, chiusura massiva di filiali, riduzione dei cassieri con passaggio ad un modello attento solo alle operazioni che generano ‘redditività’ a scapito dello storico servizio a tutta la clientela; spesso confusione informatica ed organizzativa tipica delle aziende che crescono molto velocemente”.

La Fabi nel Gruppo Ubi ha una consolidata storia di primo sindacato con oltre 7mila iscritti e una percentuale che supera il 40% ed il suo ruolo in un periodo di grandi trasformazioni è stato quello di porsi come punto di riferimento nelle relazioni industriali, sia con l’azienda sia con le altre sigle sindacali.

Il segretario generale Lando Maria Sileoni, poi, davanti ad una platea attentissima, ha fatto il suo intervento portando anche una parola chiara e definitiva sul prossimo rinnovo del Contratto Nazionale. “I mesi e gli anni che verranno vedranno una drammatizzazione del settore – afferma il leader del maggior sindacato del credito – perché le controparti cercheranno di far passare a livello di gruppi quello che non passerà mai in Abi. Il futuro che ci aspetta è difficile e denso di incognite e per fare i sindacalisti occorre essere preparati, forti, determinati. Dimentichiamoci di quanto accaduto sinora: non ci saranno aiuti dal Governo o da altri. Saremo soli a difendere i nostri interessi e, quindi, dovremo essere uniti, compatti e ben consapevoli del nostro ruolo”.

Il Segretario Generale della Fabi Sileoni si è poi congratulato, con i sindacalisti presenti, per il lavoro fatto dal coordinamento di Fabi del Gruppo Ubi, che ha lavorato sempre al meglio per la tutela di tutti i lavoratori: “Il gruppo dirigente di Fabi in Ubi – ha detto – è ben preparato e sa dare le giuste risposte ai lavoratori, ma anche all’azienda, mantenendo le corrette distanze”.

Al termine della riunione elezione, per acclamazione, del nuovo organismo dirigente e un lunghissimo e caloroso applauso per le parole del segretario generale, così come molti applausi avevano già sottolineato i passaggi più significativi del suo discorso, a dimostrazione dell’incondizionato consenso di cui gode Lando Maria Sileoni in tutt’Italia ed anche in Ubi.

Ai lavori del congresso Fabi del Gruppo Ubi hanno partecipato, tra gli altri, anche il membro della segreteria nazionale Fabi Fabio Scola e gli invitati esterni Mauro Pampana (dirigente bancario) e Fabio Pavesi (giornalista).

Questo l’elenco dei nuovi eletti: Paolo Citterio, Mauro Tessadrelli, Alessandro Frontini, Michele Desideri, Carlo Milazzo, Ernesto Biondino, Federico Ronchi, Paolo Testa, Davide Chirico, Danilo Donzelli, Marco Landra, Giampiero Palermini, Brunetin Monica e Sergio Febbrari.


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31 maggio, 2018

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