Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La destra che si candida a governare la città di Viterbo e le altre città e municipi che andranno al ballottaggio domenica prossima, non è ahimé molto diversa da quella che tristemente e pericolosamente sta governando il nostro Paese e nemmeno da quella del presidente Trump negli Stati Uniti.
Seminare paura, ricercare capri espiatori, alimentare guerre tra poveri, annunciare provvedimenti razzisti è una linea di tendenza basata sulla disumanità che rischia di inquinare pericolosamente il vivere civile nelle città.
Forse dietro a tutto questo si cela il vuoto di proposte politiche volte a risolvere i problemi reali delle persone e l’incapacità a gestire e cambiare una condizione di precarietà dilagante, creata precisamente dalle politiche di governi di centro-destra e centro sinistra che hanno avuto nel mercato l’unico riferimento, distruggendo diritti, reddito e coesione sociale.
E’ per queste ragioni che il voto di domenica nei turni di ballottaggio è importante. Non si tratta di condividere per intero un progetto politico, ma di provare a contrapporsi, a fare argine alla marea nera che ha il volto del ministro degli Interni e dei suoi epigoni locali. E’ con questo spirito che faccio appello a tutti coloro che non accettano questo stato di cose.
A tutti quelli che hanno creduto nell’opportunità di cambiamento offerto dai movimenti; a tutti quelli che non vanno più a votare perché: “tanto sono tutti uguali”.
Uniamo le forze, le menti, gli animi, le passioni per invertire questa triste rotta! Niente più personalismi, ripicche di partito e inciuci sottobanco! Lavoriamo tutti assieme affinché quella grandissima parte “sana” dei nostri paesi e delle nostre città prenda in mano il governo del nostro territorio.
Un territorio che ha bisogno di tanto, ma sicuramente non di esasperare i conflitti tra poveri.
Nella nostra società, dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, abbiamo bisogno di politiche che concretamente favoriscano la crescita delle persone e dei territori. Bisogna creare un contesto di economia virtuosa, dove il pubblico, le associazioni e i movimenti lavorino assieme per creare e non per distruggere. Sfruttare le risorse storiche, artistiche e naturalistiche dei nostri territori rappresenta una priorità per creare un modello di sviluppo economico sano e nuovi posti di lavoro.
Lavorare in sinergia con il governo regionale sfruttando il più possibile i bandi e i fondi regionali. Utilizzare il tanto di buono che le istituzioni europee mettono a disposizione, per realizzare progetti innovativi di valorizzazione dei territori, di crescita delle persone e di integrazione.
Sì perché l’integrazione è una risorsa e un valore, perché l’altro aiuta a crescere, a noi e ai nostri figli, facendoci sentire parte di un mondo che non è chiuso nelle nostre piccole stanze ma che rappresenta una opportunità e non una minaccia.
Forse ora ci stiamo rendendo conto che veramente “non sono tutti uguali” e che “al peggio non c’è mai fine”. Certe ferite, che credevamo essere ormai cicatrizzate grazie ad anni di cultura e politiche di solidarietà e inclusione, si stanno riaprendo pericolosamente. Noi e i nostri ragazzi siamo abituati a dare per scontati certi diritti, ma la storia ci ha dimostrato e ci sta dimostrando che non è così!
Siamo tanti, anche se demoralizzati e stanchi, non facciamoci tappare la bocca da una minoranza di pericolosi qualunquisti pronti a cavalcare battaglie di odio che, inevitabilmente, producono solo distruzione e morte.
Noi lottiamo per la vita, una vita più dignitosa e ricca per tutti, più giusta e solidale, dove amore e pace regnino sovrani, contro ogni odio e discriminazione!
Paola Marchetti
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