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Viterbo - Caffeina - Andrea Baffo presenta il festival al via il 22 giugno e Filippo Rossi provoca, ma fino a un certo punto

“Anche quest’anno abbiamo sbagliato tutto…”

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Viterbo – (g.f.) – “Non c’è motivo per non venire a Caffeina…”. Dal 22 giugno al primo luglio torna il festival e Andrea Baffo, presentando l’edizione numero 12, non vede ragioni, perché anche quest’anno le persone non affollino il centro storico di Viterbo.

O meglio, qualche ragione potrebbe esserci: “Magari – ammette Filippo Rossi – gli stiamo sul cazzo, oppure qualcuno avrà la febbre a 38”. Tutti gli altri, sono attesi. A un’edizione “geolocalizzabile”.

“Lo spazio del teatro Caffeina e la galleria saranno attivi – spiega Baffo – la balera a piazza del Gesù, JazzUp a piazza della Morte, la piazza del gusto, con produttori locali, degustazione ed eventi che hanno a che fare con cibo e vino, sotto il comune. Quindi, piazza san Pellegrino, del Fosso e della Cappella con laboratori, presentazioni e la sera il cinema, tutto dedicato ai bambini e Senza Caffeina. Quindi i grandi eventi a piazza san Lorenzo”.

Poi due mostre, “Le icone copte” e dal primo luglio, “I tesori di Tutankhamon”, la ricostruzione della tomba con tutti i tesori, a palazzo dei Papi. Rimarranno aperte fino al 28 ottobre.

Alla fondazione, una conferenza stampa per presentare il programma, ma anche un’operazione verità sui problemi con l’amministrazione comunale, la situazione economica e il futuro di fondazione e festival.

Andrea Baffo e Filippo Rossi

“Un programma enorme”
Andrea Baffo fa soltanto alcuni nomi dell’edizione 12. Oltre alle star previste negli eventi speciali a piazza san Lorenzo, Caffeina vedrà avvicendarsi sui palchi, scrittori ed esponenti del mondo culturale italiano: “Da Valerio Massimo Manfredi a Gino Vignali di Gino e Michele – anticipa Baffo – poi Dacia Maraini, Giancarlo De Cataldo, Giulio Leoni, Luca Beatrice, Marco Damilano, poi Massimo Fini. E ancora Gioele Dix, Massimo Bagnato e Pinuccio di Striscia la notizia. I ringraziamenti sarebbero molti. Ricordo Fondazione Carivit, col nuovo presidente Marco Lazzari, le Terme dei Papi con Marco Sensi, il vero grande marchio turistico di questa città”.

Filippo Rossi

Il festival cambia pelle
“Dall’apertura del teatro Caffeina c’è tutto l’anno – continua Rossi – con stagione, libreria ed eventi, gruppi di lettura. Non siamo più una struttura che lavora solo pochi giorni l’anno. Venerdì presenteremo la mostra sulle icone copte e poi partirà il nostro orgoglio, quella sulla ricostruzione della tomba di Tutankamon nei sotterranei di palazzo dei Papi. Ripensare il festival è stato un obbligo. Con i grandi eventi al duomo, da Mannarino a Uto Ughi, passando per la tradizione popolare. La piazza letteraria al comune e nel cortile”.

Andrea Baffo e Filippo Rossi

Filippo Rossi: “Anche quest’anno abbiamo sbagliato tutto”.
C’è un festival da presentare. Il programma e pure quello che non va. Non nella fondazione e nemmeno nel festival, semmai fuori. “Sembriamo più ricchi, più forti e più autosufficienti di quello che non siamo – dice Rossi – sembriamo grandi produttori di d’eventi culturali, siamo invece, una struttura che fatica, in difficoltà. Messa in tensione in questi mesi”. E che naviga affrontando il vento contrario dell’amministrazione comunale. “Devo ringraziare Ruggero Grassotti, sindaco di Vitorchiano. Ci prestano i new jersey, per le barriere di sicurezza. Vitorchiano e non Viterbo. È una follia. Un ente privato organizza eventi, investendo centinaia di migliaia di euro e l’amministrazione non ha nemmeno i new jersey. Questo vale per Caffeina come per tutte le realtà culturali che operano in città. Caffeina è il simbolo di tante associazioni, promotori culturali, pro loco che lavorano tra mille difficoltà, con un comune che al minimo è indifferente e al massimo è nemico”. In compenso: “Devo ringraziare la diocesi – lo incalza Baffo – che in tante occasioni sembra il comune più del comune stesso”.

Andrea Baffo

Il sogno, duemila soci Caffeina entro il prossimo anno.
“Il nostro obiettivo è continuare e non depotenziare – spiega Rossi – per questo, lancio un appello benevolo ai viterbesi. Grazie a tutte le persone che si stanno associando. Ma non basta. Sogno duemila soci nel prossimo anno. Chiedo uno sforzo ai viterbesi che hanno capito cosa Caffeina rappresenti a Viterbo. Con 50 euro come sostenitore, oltretutto si ha diritto a un gran numero di benefit. I soldi si recuperano. La solidità economica oggi non c’è. La nostra struttura è per niente ricca, ci abbiamo perso i soldi, a cominciare da me e Andrea. Non vuole essere e non è un piagnisteo, ma la descrizione della realtà”.

Andrea Baffo e Filippo Rossi

“Se tutto va bene, ci perdiamo poco”
La frase famosa era: se tutto va bene siamo rovinati. Rossi non la butta così sul tragico, ma i conti ci tiene a farli. Sostenuto da Andrea Baffo. “Mettiamo in piedi manifestazioni – spiega Baffo – con un quinto del budget a disposizione rispetto a realtà simili alla nostra. Abbiamo riaperto il teatro. Nel Lazio è l’unico privato, fuori di Roma. Mettiamo in piedi due mesi di turismo a Natale. Porteremo una mostra fino a ottobre, importante. Quattro mesi. Il festival, poi, se piove quattro giorni siamo rovinati. Un imprenditore normale non lo farebbe”. Ma il palazzo è indifferente.

Filippo Rossi

“Caffeina è una risorsa per la città. Sono obbligato a ragionare come se fossimo in guerra”.
Con l’intenzione di dimettersi dal consiglio comunale, parla da semplice cittadino. “Sarò il primo guerriero, per difendere Caffeina. È una risorsa per la città, è di tutti. Non è più possibile sopportare, mi faccio sindacalista anche d’altre realtà nella stessa nostra situazione”. Se la sopportazione è finita, c’è un solo responsabile. Sempre l’amministrazione comunale. “Non è possibile – insiste Rossi – organizzare eventi, sperando che il comune, bene che vada, non metta i bastoni tra le ruote. Così non va bene, si diano una mossa”. Ha qualche speranza, non molte, con l’arrivo della nuova amministrazione. “Sono quasi sicuro della linea di continuità col passato. Ma da viterbese, mi auguro di no, chiunque vinca. Ho poca fiducia, spero di essere smentito. Comunque, è difficile fare male come l’attuale amministrazione, quasi impossibile. Ho un barlume di speranza, ma avendo letto i programmi non m’illudo. Serve una classe politica in grado di prendere scelte culturali capaci di far crescere la città. Questa classe politica non la vedo”.


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19 giugno, 2018

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