Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un po’ per scelta e un po’ per lavoro, per oltre trenta anni ho vissuto in diverse città italiane ed estere dove tra l’altro ho avuto modo di apprezzare l’offerta turistica, sia nel modo in cui viene proposta, che nella sua specificità.
Il mio rientro definitivo a Viterbo, circa 10 anni fa, ha rinnovato in me e in modo ancora più deciso la consapevolezza della ricchezza del nostro territorio per la sua offerta di natura, cultura e storia e dei grandi margini di miglioramento che ci sono nel suo proponimento ai viaggiatori di tutto il mondo.
Fatta questa premessa, che conferma che il turismo a Viterbo può e deve diventare il primo fattore di aumento del Pil territoriale, vorrei esprimere il mio parere su ciò che emerge dai discorsi di alcuni politici locali.
Qualche giorno fa sono stato incaricato dal M5S di Viterbo a partecipare alla tribuna elettorale che si è tenuta negli studi di Rai 3 a Roma, in quella occasione ho sentito dire tra l’altro , da un noto e apprezzato rappresentante del mondo dello spettacolo, oggi prestato alla politica, che il teatro dell’Unione può essere un fattore di aumento del turismo.
Concordo che un teatro in città significa linfa vitale per la crescita culturale di una intera comunità, prego affinché non si debba mai più verificare che esso rimanga chiuso per lunghi anni e che il valore aggiunto che il teatro da a Viterbo vada oltre i freddi numeri di un bilancio aziendale, trovo però che sia stata una “forzatura” averlo inserito come uno dei motivi principali di attrattiva turistica.
Ho sentito chi si vantava di successi in termini di organizzazione di eventi (grazie anche al fatto che la parte migliore della città è stata relegata a mero contenitore), generando però in me il dubbio se si stesse parlando per conto di un gruppo politico o di una azienda privata.
Infine ho sentito un candidato sindaco prevedere milioni di turisti per Viterbo.
Su questa affermazione vorrei dare anche io dei numeri, per farlo utilizzerò i dati Istat riferiti all’anno 2016 di Viterbo e della città che oggettivamente sono riconosciute come i nostri principali riferimenti.
Viterbo, presenze 114.000, pernottamenti 188.000
Terni, presenze 144.000, pernottamenti 356.000
Orvieto, presenze 194.000, pernottamenti 394.000
Foligno, presenze 221.00, pernottamenti 504.000
Siena, presenze 473.000, pernottamenti 994.000
Questi freddi numeri ci dicono che Viterbo ha ampi margini di miglioramento e step by step deve, da subito, iniziare la sua risalita in classifica, partendo da Terni (città prettamente industriale!), fino a Siena, splendida realtà Toscana che oltre alla sua specificità, gode di investimenti milionari in promozione turistica rivolta al mercato estero da parte della regione, parlare di milioni di turisti a Viterbo è un esercizio quantomeno “spericolato” e a mio parere inopportuno, Viterbo deve puntare a un turismo di qualità, piuttosto che di quantità.
La nostra proposta si basa su un programma partecipato che è stato elaborato in mesi di incontri con associazioni e operatori del settore, ed è culminato, tra l’altro, con l’inserimento delle migliori proposte che sono state presentate nell’ambito del programma “Viterbo che vorrei” presso la chiesa degli Almadiani quali:
La valorizzazione del parco archeologico di Poggio Giudio;
La realizzazione di due anelli ciclabili, una nord di Viterbo, che tocca La Quercia, Bagnaia, Acquarossa, Ferento Cassia antica sulla via Francigena e antiche Terme romane del Bacucco, ed una a sud che conduce Poggio Giudio, Ponte Camillario, Castel D’asso Etrusca e Medievale, Norchia etrusca e medievale, Via Francigena.
La creazione del bosco incantato con la realizzazione di opere scultoree in legno che disegna un percorso magico e suggestivo dei boschi nelle vicinanze di Viterbo.
La recente e ben riuscita manifestazione storica in costumi di epoca romana che si è tenuta a Ferento, dimostra che un bene comune può essere valorizzato anche se affidato ad una associazione di volontari.
La futura amministrazione dovrà porre immediato rimedio al deprimente stato di abbandono dei siti di Castel D’Asso e Norchia, che, per inciso rappresentano peculiarità archeologiche presenti oltre che sul nostro territorio, solamente in Sicilia e in Turchia.
Il termalismo pubblico e privato deve definitivamente decollare e l’amministrazione comunale dovrà avere l’autorevolezza di gestire questa risorsa pubblica con determinazione e lungimiranza.
Le dispendiose partecipazioni a fiere turistiche in territorio estero possono essere parzialmente rimpiazzate da un più attuale marketing in rete con sistemi di remarketing e targetizzazione dell’offerta.
Inoltre, abbiamo la fortuna di avere due delle principali porte di ingresso dei turisti stranieri che vengono in Italia a pochi chilometri da noi, ossia il porto di Civitavecchia e Roma. Sono del tutto intuibili i benefici economici, sia in termini di aumento di presenze che in termini di riduzione di costi, che possono essere generati dall’intercettare questi flussi turistici, sia con i vettori di trasporto che con le altre amministrazioni oggetto delle loro destinazioni.
Le risorse generate dall’’imposta di soggiorno, si basano su circa 130 strutture extra – alberghiere e otto strutture alberghiere. Una considerevole implementazione del flusso economico potrebbe essere generata dall’inserimento tra i soggetti deputati alla riscossione dell’imposta, delle circa 70 locazioni turistiche presenti sul territorio comunale.
La stipula di accordi con le principali Oota (online travel agency), tipo Airbnb, per la riscossione dell’imposta di soggiorno, come già avviene in altri comuni italiani, consentirebbe inoltre l’emersione di attività non autorizzate a Viterbo.
I proventi da essa generati,trattandosi di imposta di scopo, andranno destinati al 100% al miglioramento dei servizi turistici e non solo in parte come purtroppo prassi consolidata dell’amministrazione uscente.
Valter Labate
Candidato per M5S al consiglio comunale di Viterbo
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