Viterbo – (g.f.) – Il manager della sicurezza: “Una figura per dare occupazione a qualcuno in lista che non ce la farà a essere eletto e che magari faceva parte delle forze armate”. Luisa Ciambella, candidata sindaca Pd, alza il livello del dibattito, che si scalda. Non per il sole battente sotto il gazebo a viale Trento. Scelto per parlare di sicurezza e migranti.
Scatta l’operazione verità. Il problema c’è: “Ma va ben individuato e non si può giocare sulle paure dei cittadini”. Il manager per la sicurezza, proposto da altri, è sistemato con due battute: “Serve solo a far occupare il comune di funzioni che non ha e che già mette a disposizione lo stato. Una sovrapposizione inutile”.
Gazebo a viale Trento non a caso: “Indicata come zona calda – continua Ciambella – non dobbiamo minimizzare, ma parlare il linguaggio della verità. Non possiamo dire che Viterbo è il Bronx, se la questura, con atti ufficiali, dice il contrario, delitti e reati in calo”.
Pure sul fronte controlli, qualcosa è stato fatto. “Due anni e mezzo fa – ricorda Ciambella – sulla scorta della disastrosa vicenda rifiuti, ereditata da Marini e Arena, che aveva generato criticità pure igienico sanitarie, abbiamo chiesto alla questura d’effettuare controlli. Polizia locale e guardia di finanza, andando a verificare affitti e Tari nella zona da san Faustino al Sacrario, hanno elevato 98mila euro di sanzioni. Un lavoro c’è stato”.
Presenza di migranti, l’argomento più delicato. “Viterbo è descritta come invasa, senza controllo. Sollecitati dal comune, sono stati effettuati controlli. Ci sono state 151 espulsioni, di cui 49 accompagnamenti alla frontiera. Il decreto Minniti, in vigore dallo scorso luglio, è uno strumento, seppure i comuni non l’abbiano utilizzato per ragioni di competenza. Consente a migranti ospiti di effettuare lavori socialmente utili, senza togliere nulla a nessuno. Piccole cose”.
Fronte Pratogiardino: “Era diventato ricettacolo di piccoli spacciatori – osserva Ciambella – che per loro natura non rimangono molto agli arresti. Abbiamo tagliato le siepi e sistemato il verde, adesso c’è un presidio fisso di forze dell’ordine. Un effetto deterrente, ma non è la soluzione. Stessa cosa a viale Trento”. C’è chi sostiene come non ci siano forze di polizia in numero adeguato. “Intanto diciamo che non siamo in guerra. In questura, 11 ne sono arrivati ed entro febbraio ne sono previsti altri 7.
La carenza non c’è e non c’è nemmeno necessità di preoccupare le persone già in ansia per altro. Pensiamo a risolvere i problemi veri, non a generare nuove paure”. Così come le videocamere. “Non s’installano così – spiega Ciambella – devono essere autorizzate, noi ne abbiamo posizionate 47. Sono collegate con questura e carabinieri. Prima erano solo con la polizia locale”.
Pure sul Daspo. “Se ne parla come se fosse il sindaco a disporlo. Ma la demagogia e l’ignoranza vanno combattute con tanta pazienza. È il questore a stabilirlo, dopo segnalazioni da più organismi. Noi, per poterlo applicare abbiamo modificato il regolamento.
Certe cose vanno dette, anche se mi rendo conto che è più facile parlare alla pancia che non alla testa. Ma noi alla testa vogliamo parlare”.
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