Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Perché ho scelto di candidarmi?
Ho ricevuto la proposta da Luisa Ciambella. Una proposta che mi ha lusingata ma che ha trovato accettazione da parte mia dopo una riflessione. Ho detto sì perché nel tempo ho vissuto la politica da posizioni differenti: per molti anni come giornalista, poi come semplice cittadina.
Ho pensato che tutti abbiano il diritto di essere o sentirsi rappresentati all’interno della vita politica locale e delle decisioni che vengono prese. Ho riflettuto sul fatto che spesso è facile criticare per un bisogno insoddisfatto o ergersi a grandi ct della nazionale di calcio essendo fuori dai giochi, o avere in mano la soluzione dei problemi quando non si sperimentano o si comprendono le reali dinamiche.
Ritengo quindi di voler mettere a disposizione dei cittadini tutti, l’impegno, la sensibilità e la formazione che ho acquisito negli anni, tenendo presenti anche le fasce deboli con le quali mi confronto quotidianamente lavorando all’interno del dipartimento di salute mentale.
Quando parlo di fasce deboli mi riferisco in particolare alle tante famiglie che ogni giorno vivono difficoltà (a volte senso di abbandono) per la presenza all’interno del proprio nucleo di un figlio, di un coniuge o di un parente fortemente compromesso sul piano psichico o fisico. E ancora, mi riferisco a tutto il discorso di integrazione che prescinde dall’assistenzialismo e dalla ghettizzazione. Tutte le persone sono risorse, non solo problemi come a volte potrebbe apparire.
Ascolto e collaborazione sono a mio avviso i punti cardine che possono condurre alla soluzione, passando per la comprensione. Inoltre come madre credo che interventi mirati sulla città e sul sociale possano restituire Viterbo ai nostri figli e a noi tutti.
Luisa Ciambella, come persona e attuale candidato sindaco del Pd, ha mostrato in questi anni attenzione alle problematiche sociali presenti sul territorio, tanto da farne un importante punto al centro del programma di interventi prioritari per la città.
Avere Viterbonelcuore e guardare a un Orizzonte comune significa dare la fiducia a persone nuove, motivate a lavorare insieme per Viterbo e i viterbesi.
Personalmente ritengo che dare voce sia importante, ascoltare un atto dovuto. Dare risposte, anche. Il che non significa avere la soluzione immediata da tirare fuori dal cilindro del mago. Significa sentire di non essere trasparenti di fronte alle istituzioni e di poter avviare una collaborazione.
Isabella Alessandra Carli
Candidata Orizzonte comune
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY