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Bolsena - L’approfondimento ha preso spunto dal testo di una conferenza tenuta da Luciano Dottarelli in una precedente edizione della manifestazione

La festa delle Ortensie ha ospitato l’incontro “Filosofia e arte dei giardini nella Tuscia”

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Bolsena - L'incontro “Filosofia e arte dei giardini nella Tuscia”

Bolsena – L’incontro “Filosofia e arte dei giardini nella Tuscia”

Bolsena – L’incontro su “Filosofia e arte dei giardini nella Tuscia”, all’auditorium di Bolsena, ha raccolto un grande interesse da parte del pubblico che, come ogni anno affolla la festa delle Ortensie, una delle manifestazioni florovivaistiche più prestigiose del centro Italia.

Organizzata dall’associazione “Amici delle Ortensie”, la manifestazione ha offerto anche quest’anno tre giorni di profumi e colori che hanno inondato piazze, vicoli e scorci, e nei quali la protagonista assoluta è stata l’hydrangea, arbusto di origini orientali in esposizione in molteplici varietà di forma, dimensione e colore. Ad accompagnare l’esposizione numerose occasioni culturali, mostre pittoriche e degustazioni di prodotti tipici inseriti in specifici itinerari enogastronomici.

L’approfondimento culturale sul tema della filosofia come coltivazione di sé prendeva proprio lo spunto dal testo di una conferenza tenuta da Luciano Dottarelli in una precedente edizione della festa delle Ortensie. Un testo che oggi è diventato uno dei saggi contenuti nel suo nuovo libro pubblicato di recente da Annulli Editori.

Il volume raccoglie scritti che affrontano argomenti tra loro molto diversi. Si tratta di conferenze, recensioni di libri, ricordi di luoghi e persone. Della Tuscia ma non solo.

Bastano i titoli di alcuni altri saggi e articoli contenuti nel volume per darne un’idea: “Petere Romam: Orvieto e l’Etruria sul cammino di Freud verso la psicoanalisi”, “Il cibo, l’amore e l’anima”, “Musonio Rufo e il festival italiano di permacultura a Bolsena”, “La lucciola. Pensieri di Savino Bessi”, “Le solitudini nella società globale di Elena Liotta”, “Gioco e giocattolo (a cura di Valentina Rossi)”, “Se ne è andato un ragazzo di 95 anni. In memoria di Alessandro Fioravanti”, “Ricordo di Mario Alighiero Manacorda”, “Un amore profondo e ostinato per l’anima della Tuscia. Ricordo di Pasquale Picone”, “L’universalità concreta di Ernesto Balducci”.

“Nel titolo del libro – come scrive Luciano Dottarelli nella premessa – si condensano sia il sentimento di appartenenza e il riverbero che si genera in un luogo sentito e vissuto come proprio sia la promessa di apertura e di trascendenza che l’ascolto filosofico non cessa di scoprire in paesaggi, persone, libri, anche i più intimamente familiari”.

Durante l’incontro, dopo l’introduzione di Leonardo Annulli, che ha illustrato l’attività della casa editrice e ha presentato i temi fondamentali del libro, il sindaco Paolo Equitani ha portato il saluto del comune, sottolineando l’impegno civile e culturale di Luciano Dottarelli a servizio della comunità di Bolsena e del territorio della Tuscia. Luciano Dottarelli ha poi affrontato il tema dell’agricoltura, dell’arte dei giardini e della filosofia come coltivazione di sé.

Partendo da Musonio Rufo, detto l’Etrusco, passando per S. Bonaventura da Bagnoregio e da Egidio da Viterbo, l’autore ha dipanato il filo del rapporto tra coltivazione della terra e coltivazione di sé, mostrando come la dimensione della filosofia come esercizio spirituale per la fioritura della propria umanità possa essere considerato il Genius Loci filosofico della Tuscia.

Un carattere di fondo che nell’Arte dei giardini – con Vicino Orsini, committente del Sacro Bosco di Bomarzo e con quelli che Elémire Zolla definiva i “santuari neoplatonici dei Cimini” – ha saputo trovare una delle sue modalità di espressione più naturali, concrete e compiute.

Un approfondimento di questo tema e degli altri su cui spazia “Riverberi. Di Tuscia e d’altro” si svolgerà venerdì 22 giugno alle 18,30 a Viterbo, al Bookstore Mondadori. A discuterne con Luciano Dottarelli saranno Aurelio Rizzacasa, presidente della Società filosofica italiana – sezione di Viterbo e Quirino Galli, direttore del museo delle Tradizioni popolari di Canepina.


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18 giugno, 2018

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