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Politica - Nel governo Conte, da Salvini a Centinaio, in diversi si sono visti negli anni nella città dei papi

Lega, quattro ministri su otto sono passati da Viterbo

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Umberto Fusco e Matteo Salvini

Umberto Fusco e Matteo Salvini

Giancarlo Giorgetti

Giancarlo Giorgetti

Gian Marco Centinaio

Gian Marco Centinaio

Viterbo – (g.f.) – Tutti i ministri passano da Viterbo. Se non tutti, quasi. Almeno quelli della Lega.

Il nuovo governo guidato da Giuseppe Conte si è insediato da poco e otto dei suoi fanno parte o sono espressi dalla Lega. Metà di loro, prima d’arrivare a Roma, hanno fatto più di un passaggio nel capoluogo della Tuscia.

Per incontri, iniziative, quando il Carroccio nella nostra provincia, ma anche nel Lazio, ancora non c’era. Esisteva, però, il Movimento federalista, guidato da Umberto Fusco. La formazione ha fatto da apripista al partito e favorito l’arrivo di molti dei personaggi politici che partiti dal nord e allora nemmeno troppo famosi, oggi ricoprono ruoli di primo piano nella capitale. I tempi di Roma ladrona sono un lontano ricordo.

“Intanto Matteo Salvini – ricorda Umberto Fusco – che a Viterbo è praticamente di casa, anche per il 3 settembre”. Oggi è vicepresidente del consiglio, ruolo diviso con Luigi Di Maio (M5s) e a capo del delicato ministero dell’Interno.

“Ma è stata da noi anche Erika Stefani, nominata agli affari regionali e autonomie”. A Viterbo si è visto anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del consiglio e segretario del consiglio. “Venne anche in un momento particolare – spiega Fusco – lo ricordo bene, per chiarire all’epoca, era il 2014, chi nel Lazio e nel centro Italia rappresentasse la Lega”. Qualcuno, forse intuendo le potenzialità del partito, si era avvicinato, ma la primogenitura rimase al Movimento federalista di Viterbo. Poi diventato Noi con Salvini e quindi, Lega.

“Ormai sono praticamente cinque anni d’attività – ricorda Fusco – e qui sono passati in molti. Anche Gian Marco Centinaio, il ministro alle Politiche agricole”.

Mercoledì prossimo, in vista delle elezioni comunali, è in programma una serata. Gli impegni con il nuovo governo rendono più complicato organizzare incontri. Qualcuno, tuttavia, potrebbe arrivare.

La strada, in teoria, dovrebbero conoscerla o almeno, il nome di Viterbo, viste le frequentazioni, non dovrebbe suonare nuovo.


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4 giugno, 2018

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