Viterbo – “Se l’ufficio di presidenza del senato mi toglie anche solo venti euro, io presento subito ricorso”.
Battaglia sui vitalizi dei parlamentari, l’ex senatore Pd Ugo Sposetti non cambia idea. Il presidente della camera Fico esulta per il provvedimento che va avanti, ma non tutti dimostrano entusiasmo per il previsto taglio. C’è chi annuncia class action e chi, come il parlamentare viterbese porta avanti la sua battaglia. Scomoda e impopolare, ma poco importa.
Intervistato da Repubblica la ribadisce. Non si tratta di un tornaconto personale. Come fa notare il giornalista, essendo stato senatore nell’ultima legislatura non è toccato dal provvedimento. Tuttavia, a scanso d’equivoci: “Se l’ufficio di presidenza del senato mi toglie solo venti euro – sottolinea Sposetti – io presento subito ricorso”.
Nessun taglio a Sposetti, ma c’è chi ha fatto magari tre legislature al senato e l’ultima alla camera e si vede il vitalizio ridotto.
“Una difformità – osserva Sposetti – che aggrava gli effetti d’incostituzionalità del provvedimento sui vitalizi, anche perché il Parlamento è composto dai due rami. Sono ferocemente contrario a questa riforma, perché rappresenta il primo passo per toccare retroattivamente le pensioni degli italiani. Si crea cosi un precedente pericoloso, dirompente in uno stato di diritto”.
Dai vitalizi alle pensioni dei cittadini. Possibile? “È molto probabile – sostiene Sposetti a Repubblica – e bisogna mettere in guardia gli italiani di fronte a questo rischio”.
I costi della politica, però, tra la gente sono molto sentiti. “Non si possono sempre assecondare gli istinti della piazza – osserva Sposetti – perché la piazza sceglie sempre Barabba”.
Al momento il provvedimento è partito solo alla camera. Al senato, la presidente Casellati ha qualche perplessità, ma in ogni caso, la delibera voluta da Fico, per Sposetti non andrà lontano: “Non passerà il vaglio di un giudice”.
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