Viterbo – (s.c.) – Nella mattina di ieri, venerdì 22 giugno, alcuni membri della Società archeologica viterbese pro Ferento, hanno partecipato al primo sopralluogo nel cosiddetto “caput acquae” di Viterbo che riforniva l’acquedotto romano di Mummio Nigro Valerio e che si trova all’interno di una proprietà privata dietro il complesso monumentale di Santa Maria in Gradi oggi sede dell’Università di Viterbo.
La ricognizione rientra nell’ambito di un progetto di ricerca, di più ampio respiro, ideato e diretto da Paolo Paganucci che ha, come fine ultimo, la realizzazione di un documentario sulle acque di Viterbo dal titolo “Ducere aquam et facere fontem”.
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