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Cronaca - Il presidente del Coni nel mirino degli inquirenti per un incontro col costruttore Parnasi - Oggi Virginia Raggi testimonia in tribunale

Stadio Roma, indagato anche Malagò

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Soriano nel Cimino - Giovanni Malagò

Il presidente del Coni Giovanni Malagò

Roma – (a.c.) – C’è anche Giovanni Malagò nel registro degli indagati per lo scandalo corruzione che ha travolto il mondo della politica romana relativamente costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.

Il presidente del Coni è entrato nell’inchiesta per un incontro tenutosi lo scorso 11 marzo al circolo Aniene con l’imprenditore edile Luca Parnasi, considerato il “grande tessitore” della ragnatela corruttiva dentro cui sono finiti numerosi personaggi di primo piano della capitale.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il pm Barbara Zuin ritiene che Malagò avrebbe chiesto un lavoro per il compagno della figlia Ludovica presso la società di Parnasi, in cambio della revisione in senso favorevole della valutazione di conformità del Coni sul progetto del nuovo stadio della Roma, in particolare sui parcheggi.

Attraverso una nota diffusa dal Coni, il numero 1 dello sport italiano fa sapere di aver appreso la notizia delle indagini sul suo conto attraverso la lettura dei quotidiani e di aver chiesto alla procura di Roma di essere interrogato quanto prima per chiarire la sua posizione.

Nel frattempo, in queste ore i giudici stanno ascoltando la sindaca di Roma Virginia Raggi, chiamata a riferire in procura come persona informata sui fatti. 

Raggi deve chiarire il ruolo e l’incarico avuti dall’avvocato Luca Lanzalone, scelto dal Movimento 5 stelle come consulente per il progetto dello stadio romano e nominato presidente di Acea, prima che l’arresto ai domiciliari lo costringesse ieri a rassegnare le dimissioni. La sindaca ha sostenuto più volte la sua totale estraneità alla vicenda, definendosi “parte lesa insieme ai romani e alla As Roma”.

Attualmente l’inchiesta sullo stadio della Roma ha portato all’arresto di Luca Parnasi e i suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone e Giulio Mangosi. Ai domiciliari sono finiti Adriano Palozzi, vice presidente del consiglio regionale del Lazio (Forza Italia), Michele Civita, ex assessore regionale all’Urbanistica del Lazio (Pd), e Luca Anzalone, presidente Acea e consigliere del M5s sul progetto di Tor di Valle.

Nella lista degli indagati, oltre a quello di Malagò, spiccano altri nomi eccellenti: i capigruppo di Forza Italia e Movimento 5 stelle al comune di Roma Davide Bordoni e Paolo Ferrara, il direttore della Soprintendenza speciale archeologica Francesco Prosperetti e il faccendiere Luigi Bisignani.


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15 giugno, 2018

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