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Viterbo - Consiglio comunale - Decadenza Muroni, Santucci (Fondazione) dice la sua: "Procedura corretta, pensiamo ai problemi della città"

“Dall’opposizione solo masturbazioni procedurali”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio Comunale - Gianmaria Santucci, Fabrizio Purchiaroni e Paolo Muroni

Viterbo – Consiglio Comunale – Gianmaria Santucci, Fabrizio Purchiaroni e Paolo Muroni

Viterbo - Gian Maria Santucci

Viterbo – Gian Maria Santucci

Viterbo – Consiglio all’opposizione: “Occupiamoci di cose serie e non di masturbazioni procedurali”. Gianmaria Santucci (Fondazione) ha passato 5 anni all’opposizione e dà un suggerimento ai colleghi oggi da quella parte, dopo avere assistito al dibattito sulla vicenda Paolo Muroni. È convinto che convalidare l’ingresso dell’esponente Forza Italia e dargli dieci giorni per sanare la situazione, sia corretto.

Perché la strada indicata dal segretario generale è quella giusta secondo lei?
“Consiglio alle minoranze di occuparsi più delle cose serie – osserva Santucci – ai problemi dei viterbesi e non masturbazioni alle procedurali, su cui li vedo impegnati da troppi giorni. Se avessimo fatto come dicevano loro, non concedendo i dieci giorni a Muroni, ci saremmo trovati con l’ennesima causa contro l’amministrazione comunale. Come se ce ne fossero poche”.

Solo per questo ritiene corretta la procedura?
“Ci preoccupava che avremmo paralizzato le attività del comune, mancando il plenum e avremmo dovuto cominciare tutto daccapo. Invece dobbiamo correre, perché siamo in emergenza. Dal 30 aprile, Michelini, Ricci, Ciambella dovevano approvare il bilancio e non l’hanno fatto. Il prefetto ci ha detto che va deliberato entro il 31 luglio, pena diffida. Tra l’altro, stiamo correndo per approvare il loro consuntivo. Serve più responsabilità, piuttosto che andare dietro a procedure che non stanno in piedi. Oltretutto, la via l’ha indicata il segretario generale che loro hanno scelto. Altrimenti avremmo perso un’altra settimana, col rischio di non fare in tempo per il 31. Ci siamo assunti una responsabilità”.

Che possibilità vede per Muroni?
“Il consigliere di Forza Italia o paga e il comune incassa centomila euro, o non vedo altre vie d’uscita. Michelini ha impiegato un anno e tre mesi in una vicenda simile, legata a Moltoni, noi con tre ore abbiamo tracciato un percorso certo da seguire. Ci avremmo messo anche meno se non ci fosse stato ostruzionismo. Del resto, tutta la vicenda risale alla giunta Gabbianelli, Michelini se l’è trascinata per tutta la consigliatura senza trovare una soluzione”.

Quindi, cosa suggerisce?
“Meno sofismi, si concentrassero più nel risolvere i problemi. L’aria è cambiata. L’amministrazione deve funzionare, non si possono perdere mesi cavilli e formalità. Per carità, io sono il più “formalista” dei consiglieri, però, se c’è un motivo. Se è tanto per fare una discussione da bar, no”. 

In altri comuni hanno deciso diversamente, però, non convalidando il consigliere e sostituendolo col primo dei non eletti.
“Nel caso che ho letto, il comune non voleva uscire dalla lite pendente che vedeva coinvolto il consigliere. Di conseguenza, il segretario generale ha reputato che concedere dieci giorni non sarebbe servito a cambiare la situazione. Per noi non è così. Ma poi, io mi chiedo: se Arena e Muroni, dall’opposizione ritenevano che non fossero candidabili, perché non lo hanno detto in campagna elettorale?. La realtà è che il problema si è potuto contestare solo una volta eletti”.

E sul primo consiglio comunale con la maggioranza senza il numero legale?
“Intanto, noi eravamo in prima convocazione e non in seconda, come hanno fatto loro per due anni. Le assenze non erano dovute a problemi politici. Due consiglieri di maggioranza erano in ferie e si sapeva, altri due alle 13 sono dovuti andare via per lavoro e anche questo lo sapevamo. Il numero legale che è mancato è dovuto all’inesperienza, ma non è che si possono attribuire colpe. Capita. Il consigliere anziano che in quel momento era presidente del consiglio ha chiesto l’appello quando non eravamo in 17 nel centrodestra. Sarebbero bastati trenta secondi, il tempo a chi era fuori di rientrare. Non si è resa conto che eravamo pochi. Ma è inesperienza, comprensibile”.

Al secondo appello eravate di nuovo senza numero legale, ma Erbetti (M5s) e Rossi (Viva Viterbo) sono rimasti, tenendolo. Molto criticati dal resto dell’opposizione. Lei come valuta la decisione?
“Secondo me hanno fatto bene a non far mancare il numero legale. Ha ragione Erbetti. Quando si trattò la vicenda legata a Moltoni, abbiamo fatto mancare il numero legale perché c’era un problema nella maggioranza. Quando il numero legale ce l’avevano e si votava, siamo rimasti ed è finita 13 a 13. Decidemmo così. Compresa Chiara Frontini (Viterbo 2020) che si astenne. Quando si prese la decisione, restammo e votammo. Dato che Rossi è rimasto e quindi il numero legale c’era, perché sono usciti? Voti e ti assumi la responsabilità. Con Muroni ci siamo comportati come Moltoni, dando i dieci giorni”.

Muroni è stato criticato per avere votato la sua convalida.
“Ma può votare. Non è scritto da nessuna parte che non può. Purché non sia determinante e non lo è stato, essendo il punto passato con 16 sì, due no e un’astensione. Anzi, col voto si è nei fatti auto dichiarato incompatibile, se non paga deve decadere. Più di questo cosa deve fare?”.

E la sua autocertificazione non completa nella parte riferita all’articolo 63 del testo unico?
“C’è una nota a parte predisposta dai suoi legali, è un falso problema. Ha firmato un atto notorio e per non scrivere il falso ha sbarrato la parte che riguarda l’articolo 63, aggiungendo le note. È stato corretto. Io mi sarei comportato diversamente dall’inizio, ma sono considerazioni politiche. La legge è stata rispettata fino in fond”.

Giuseppe Ferlicca


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22 luglio, 2018

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