Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Oggi il primo spettacolo della stagione teatrale che si concluderà l'8 agosto

Ferento, tutto pronto per la prima…

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo - L'area archeologica di Ferento

Viterbo – L’area archeologica di Ferento

Viterbo - Inizia la stagione teatrale Ferento 2018

Viterbo – Inizia la stagione teatrale Ferento 2018

Viterbo - Simonetta Pacini

Viterbo – Simonetta Pacini

Viterbo - Inizia la stagione teatrale Ferento 2018

Viterbo – Inizia la stagione teatrale Ferento 2018

Viterbo - Giuseppe Rescifina

Viterbo – Giuseppe Rescifina

Viterbo - La colonia felina di Ferento

Viterbo – La colonia felina di Ferento

Viterbo - L'area archeologica di Ferento

Viterbo – L’area archeologica di Ferento

Viterbo - L'area archeologica di Ferento

Viterbo – L’area archeologica di Ferento

Viterbo – Stagione teatrale pronta, Ferento pulita. Non solo per l’occasione, ma tutto l’anno. Tra i pochi siti archeologici ancora praticabili. Soprattutto d’estate. In particolar modo a Viterbo, dove le necropoli etrusche di Norchia e Castel d’Asso se la passano piuttosto male. “Felice è chi dimentica quello che non può essere dimenticato”, dice uno dei protagonisti delle opere che andranno in scena. 


Multimedia: L’area archeologica di FerentoVideo


Tutt’altra storia a Ferento. Grazie ad Archeotuscia che ormai da anni si occupa del sito archeologico scavato e studiato dall’università degli studi della Tuscia.

“Abbiamo anche una colonia felina – racconta la coordinatrice dei volontari di Archeotuscia Simonetta Pacini -. A volte i visitatori lasciano qualche piccola donazione per acquistare il cibo”.

Quindici gatti, più un’ultima cucciolata appena nata. I nomi? “Flavia Ortensia la mamma – dice Pacini -, poi ci sono Flavia Domitilla Maggiore, Nerone, Tito, Domiziano, Vespasiano…”. Tutti abitanti di Ferento o in qualche modo collegabili all’antica città. Flavia Domitilla Maggiore era figlia di Flavio Liberale e moglie dell’imperatore Vespasiano. Dal loro matrimonio nacquero Flavia Domitilla Minore e gli imperatori Tito e Domiziano.  

Tutt’attorno i resti della città di Ferento. A 6 chilometri da Viterbo, sulla Teverina a ridosso della valle del Tevere. Più di duemila anni di storia in mezzo alla campagna. Tra maremmane e cicale. Le prime per i campi, le seconde in pieno sulla testa, come il sole che spacca.

Qui lavorò Gustavo VI Adolfo di Svezia. Il “re archeologo” che non conosceva ancora la stratigrafia, e qualche guaio l’ha pure combinato. Tuttavia la scoperta del teatro romano di Ferento gli si deve. Da queste parti passò infatti diversi anni, con l’obiettivo di tirare fuori la città romana e medievale, quella distrutta dai viterbesi nel XII secolo. Meno male invece che non mise mano all’area archeologica poco più avanti, affidata invece agli scavi dell’università della Tuscia, coordinati per lungo tempo dall’archeologa Elisabetta De Minicis.

I reperti più significativi sono esposti nel Museo nazionale etrusco Rocca Albornoz di Viterbo.

Ancora oggi il teatro è sede di spettacoli teatrali che potrebbero rivestire un’importanza maggiore per la città e il territorio della Tuscia. Il 14 luglio l’inizio della stagione 2018 che terminerà l’8 agosto. L’anniversario della rivoluzione francese e quello dello sgancio della bomba atomica su Nagasaki in Giappone durante la seconda guerra mondiale.

Sedici spettacoli in tutto, tra questi anche 5 “tramonti”, vale a dire eventi che anticipano la prima serata. A partire dalle 19, in attesa dello spettacolo delle 21. Pino Quartullo, Enrico Lo Verso, il balletto di Milano, Maurizio Battista ed Ettore Bassi alcuni dei protagonisti. Il 4 agosto, un ensemble di 100 artisti metterà in scena il capolavoro dei Pink Floyd “Atom Heart Mother”, quinto album del gruppo inglese a cura dei Pink Floyd Legend che con la serata d’agosto apriranno il tour 2018/2019.

L’inizio, appunto, questa sera. Proprio con un “tramonto”. “Il pipistrello” operetta del 1874 prodotta da OperaExtravaganza su libretto di Carl Haffner e Richard Genée. Musica di Johann Strauss Jr.. In scena solisti, coro, corpo di ballo e orchestra diretta dal maestro Luigi De Filippi. Per dar vita allo scherzo del Pipistrello e rivivere l’atmosfera di fine ottocento. 

“Anche quest’anno – fa notare Giuseppe Rescifina, volontario di Archeotuscia – è stato allestito un secondo palco. Un ‘ridotto’ destinato ai ‘tramonti’. Spettacolo che ogni volta, alle 18.30, verrà anticipato da una visita guidata all’area archeologica”.

Pulita e sistemata, aperta al pubblico e in attesa del pienone per gli spettacoli teatrali.

Daniele Camilli

 


Condividi la notizia:
14 luglio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/