Viterbo – (g.f.) – Per guarire le ferite del disastro elettorale, il Pd a Viterbo prova a parlare di sanità.
Tutto, purché affrontare il nodo politico di un partito ridotto ai minimi termini, dopo il triplo schiaffo elettorale (politiche, regionali e comunali) incassato nella Tuscia.
Un risultato costato caro in casa Dem, tra rotture, scontri e successivi allontanamenti. Presunti o tali. Ma piuttosto che parlare del prezzo politico pagato, si preferisce virare su un’altra spesa. Quella socio sanitaria dei comuni. Incontro al Gran Caffè Schenardi in un afoso pomeriggio di lunedì.
Tocca ad Aldo Bellocchio, segretario del circolo unico di Viterbo, portare i saluti. Quindi ad Antonio Rizzello l’onore di introdurre l’argomento. Rizzello è stato protagonista dei momenti caldi in vista delle ultime comunali, ma il partito si è squagliato come un gelato sotto il sole di ferragosto.
A presiedere è la più alta in carica, attualmente tra i Dem locali. Tutti gli altri si sono dimessi. Martina Minchella, segretario comunale. Di fronte a un partito ai minimi termini non si è persa d’animo e ha iniziato subito a fare i conti. Della spesa socio sanitaria dei comuni italiani, s’intende.
Le conclusioni a Luisa Ciambella. In qualità di candidata sindaco sconfitta e probabilmente prossima capogruppo Pd. Certamente più titolata, si fa per dire, di Alessandra Troncarell, assessora regionale alle Politiche sociali del Partito democratico. Non s’è vista. Non è stata invitata, sempre a proposito di conti, stavolta in sospeso.
L’incontro, ovviamente ha visto relatori preparati, che hanno ben esposto l’argomento previsto.
Ai diversi esponenti Pd presenti hanno spiegato la spesa dei comuni, i bilanci degli ospedali e quelli nelle varie regioni, il sistema di welfare. Per una dettagliata relazione, è possibile contattare Daniela Bizzarri o Tiziana Lagrimino. Due a caso tra le persone in prima fila da Schenardi. Quelle nella sala attigua potrebbero non essere attendibilissime. Non proprio attente. Male, perché probabilmente con quest’iniziativa il Pd intende rilanciare l’azione politica a Viterbo e nella Tuscia. Visto che questa è l’unica azione politica dal 4 marzo.
C’era, ovviamente, anche Giuseppe Fioroni. Compiaciuto per il numero d’intervenuti in sala, ma un po’ prevenuto con la stampa: “Visto quante persone? Che scriverete, che sono tutti zombie?”. No. L’unico fantasma, quando c’è di mezzo il Pd a Viterbo, è la politica.
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