Viterbo – Ricordi. Di un tempo che fu, ma che fortunatamente ancora è. Quelli dei lettori di Tusciaweb, che con piacevoli reminiscenze e aneddoti hanno commentato l’articolo su una delle botteghe storiche di Viterbo. Quella di Francesco Ceccarelli, che dal 1949 lavora nel suo negozio al civico 18 di piazza delle Erbe.
Da “Francesco” ci sono migliaia di bottoni. E sono proprio i bottoni a segnare la vita e l’attività di uno dei commercianti più conosciuti in città. Anche se la sua bottega, nata come negozio di bottoni e merceria, oggi vende pure lingerie e costumi da bagno. Ma in quel luogo sembra che il tempo si sia fermato.
A Francesco i lettori di Tusciaweb hanno tributato un vero e proprio omaggio sia con il numero di letture, enorme con oltre 2300 condivisioni su Facebook per le due edizioni dell’articolo, e con i commenti belli e a volte bellissimi. Un affetto dovuto a una vita dedicata al lavoro e ai così essenziali dettagli del vestire.
“Che bei ricordi – scrive Giuseppina -. Quanta lana ho comperato da Francesco per realizzare dei bellissimi e unici maglioni per tutta la famiglia. Da lui, persona eccezionale e un vero signore, sempre il meglio e più originale”. Che Francesco, oggi 84enne, ha sempre venduto con eleganza e gentilezza.
“Quando capisci che essere clienti è un valore, vuol dire che la loro professionalità è una questione morale. C’è da imparare”, sottolinea Carla. “Se si parlava di un vero signore, a quei tempi, si parlava di Francesco – ricorda Alessandra -. Della sua gentilezza, insieme a quella della signora Liliana e delle commesse. Quando entravi nel suo negozio, anche se eri bambina, anche se non eri una sarta, si rimaneva incantati”. Perché quell’intera parete di coloratissimi bottoni assaliva, e ancora assale, lo sguardo. Un muro che viene voglia di toccare, centimetro per centimetro. “Mi piacerebbe stare una settimana nel suo negozio per guardare e comprare – ammette Daniela -. Ogni volta che ci vado mi servirebbe di tutto”.
“Mia mamma era sarta e andavamo spesso da lui – racconta Adriana -. Ero piccolina, ma ricordo ancora il profumo di quella bottega”. Il profumo e il sapore di qualcosa di favoloso. Di un mondo fatto di eleganza e bellezza. Dell’eccellenza italiana.
“Quanti ricordi per quei tempi meravigliosi, quando ogni negozio era specializzato”, scrive Roberta. “Un pezzo di storia – sottolinea Emiliano -. In queste botteghe si respira la magia del tempo perduto”. Quante sensazioni, quanti piacevoli ricordi. Che, ancora una volta, rendono più chiara una cosa: la rinascita e la riqualificazione del centro storico deve passare necessariamente anche attraverso l’apertura o la riapertura di attività commerciali di altissima qualità. Perché un centro storico è tale solo con botteghe e negozi che raccontano storie e tradizioni del territorio. Come quello di Francesco, il principe dei bottoni.
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