Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – La compagnia delle lavandaie della Tuscia ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico alla festa della lavanda di Tuscania presentando il suo nuovo spettacolo Lavar cantando – Opera popolare.
Al suo quinto anno di attività, il gruppo di donne fondato e diretto da Simonetta in occasione del festival Lacuaria 2013, organizzato dal club per l’Unesco Viterbo Tuscia, dimostra una grande vitalità e una capacità di reinventare continuamente la propria intuizione di fondo.
Il gruppo è costituito da un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del lavatoio pubblico di Bolsena e da altre (di tutta la Tuscia) che hanno aderito con entusiasmo all’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione.
Le “Lavate-Cantate” – le originali esibizioni del gruppo – trovano nei lavatoi il loro scenario naturale in cui la gioia, l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia e lo scherzo, coinvolgono ogni volta il pubblico in una vera e propria festa dell’acqua.
Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Il contesto storico-sociale a cui si ispirano anche i costumi delle lavandaie, poveri ed essenziali, è quello di fine Ottocento/inizi del Novecento, documentato dalla pittura dei maestri del realismo e dalle prime fotografie, pur senza inutili compiacimenti e forzature filologiche.
Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.
La Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, oltre ad essere stata inserita nel social movie Italy in a day di Gabriele Salvatores, è stata chiamata apartecipare, tra l’altro, al Jazz Up-Caffeina di Viterbo, all’Umbria Folk Festival con una significativa presentazione presso l’istituto centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex discoteca di stato), al primo festival italiano di Permacultura e alla manifestazione ciclo-turistica La Carrareccia a Bolsena, al Grande Picnic in Vendemmia organizzato annualmente a Montecchio dall’azienda vinicola Falesco di Riccardo Cotarella ed alla Maggiolatadi Assisi. Ha partecipato a EXPO 2015, invitata da Coldiretti, per rappresentare le tipicità della Tuscia.
Nel 2016 è uscito il libro-CD Ràma de rosa e frónna de fiór, pubblicato da Annulli Editori, che raccoglie i testi e i canti tradizionali del lago di Bolsena.
Nella cittadina di Tuscania, uno dei borghi più belli del Lazio, il gruppo si è esibito presso la fontana delle sette cannelle, nel parco Torre di Lavello con sullo sfondo quel capolavoro dell’architettura romanica che è la chiesa di San Pietro e infine per le vie del centro storico.
Giunta ormai alla sua ottava edizione, la festa della lavanda di Tuscania, celebra il famoso e profumatissimo fiore che riempie le campagne circostanti, con una serie di eventi, stand gastronomici e di prodotti a base di lavanda, dimostrazioni pratiche e musica che animano i vicoli e le piazze della cittadina, fino al suggestivo Parco di Tor Lavello, da cui si gode una vista mozzafiato su tutto il territorio circostante.
La compagnia delle lavandaie
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