Tarquinia – Dalla parte degli ultimi e del diritto. Marco Gentili, tarquiniese, 29 anni e una laurea magistrale in scienze politiche, è co-presidente dell’associazione “Luca Coscioni”.
La politica è la sua passione. La tutela dei diritti delle persone disabili la missione della sua vita. Una vita segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica famigliare, che non gli ha impedito di essere al centro delle battaglie di civiltà.
Anche lo scorso 15 luglio era in prima fila a Roma per il Disability pryde, con un video appello rivolto alle istituzioni perché le persone possano “accedere alle cure, al lavoro, alla mobilità e a una vita indipendente, all’espressione e alla costruzione di una famiglia”.
Cosa significa per te l’associazione “Luca Coscioni”?
“Un agglomerato di individui senza remore nel dire e pensare le cose per il miglioramento e le prestazioni essenziali per il benessere umano, sociale e civile in Europa e nel mondo”.
Quale causa ti è più a cuore di quelle che stai portando avanti?
“Non ci sono cause asettiche incapaci di suscitare o di subire irrilevanza politica che l’associazione non persegue con pedagogia gandhiana. Il suo motto principale ed espresso dal 2002 proprio da Luca Coscioni denota come dal corpo dei malati si travalichi una politica indifferente e qualunquista”.
La vittoria più bella e la sconfitta più amara delle battaglie portate avanti?
“La più catartica è stata quella sul bio-testamento del 14 dicembre 2017 sotto Montecitorio. Tutta da migliorare con l’ottenimento dell’eutanasia legale anche nella nostra nazione. Mentre, indubbiamente, la più brutta e più insensata rimane quella sull’uso terapeutico della crioconservazione di embrioni (ovvero in eccesso) e destinati a macerazione dopo la sentenza n. 151/2009 della Corte costituzionale che avrebbe rafforzato la speranza di poter, in futuro, curare malattie come il morbo di Parkinson, il diabete, le malattie cardiache e degenerative. Anche perché la sperimentazione italiana di cellule staminali embrionali avviene grazie all’art. 13 commi 1 e 2 della legge 40 del 2004. Un articolo quanto mai generico che, di fatto, impedisce l’estrazione di cellule staminali da embrioni, ma non impedisce che tali cellule siano importate dall’estero”.
Come descrivi la tua passione politica?
“L’impulso e la forza per affrontare la vita in una chiave semantica in una minor quantità di infelicità e disprezzo. George Orwell già nel ‘900 affermava che i pensatori della politica si dividevano generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango. Ecco, credo, purtroppo di avere gli arti in entrambe le realtà oggettive. Al posto del fango tengo calcestruzzo cellulare a rilascio lento in grado di realizzare tramezzi con aspettative utopistiche”.
Daniele Aiello Belardinelli
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