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Montalto di Castro - Dopo il successo dello scorso anno, il teatro Studio di Grosseto torna con due opere: Iliade e Frammenti

Il parco di Vulci apre il sipario tra le antiche rovine etrusche

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Parco naturalistico archeologico di Vulci, castello della Badia

Montalto di Castro – Il parco naturalistico archeologico di Vulci

Montalto di Castro – Il parco di Vulci apre il sipario tra le antiche rovine etrusche.

Anche quest’anno il parco archeologico di Vulci e il comune di Montalto di Castro hanno puntato sul teatro Studio di Grosseto, scegliendo due lavori: Iliade (in programma per il 30 e 31 luglio alle 18) e Frammenti (22 e 23 agosto alle 18), con la regia di Mario Fraschetti e la drammaturgia di Daniela Marretti.

Uno spettacolo itinerante tra le antiche rovine del parco di Vulci, composto da quadri tratti uno da una drammaturgia originale sul popolo dei Lidi preso ad esempio dell’eterno viaggiare dei popoli, un altro da Baccanti e da “I sette contro Tebe”.

Raccogliere il lavoro del “Fascino delle Rovine” è stata una idea della direzione e della gestione del parco di Vulci, rispettivamente e sapientemente curate da Carmelo Messina ed Emanuele Eutizi. La sensibilità dell’assessore alla Cultura del comune di Montalto di Castro, Silvia Nardi e del suo team, ha reso possibile la realizzazione di questi quattro eventi e ha aperto la strada ad una fruizione nuova del parco.

Dopo tanti anni di pionierismo – dice il presidente del teatro Studio Daniela Marretti – e di conclamato successo, fa piacere vedere che un progetto e una esperienza come quella del Fascino delle Rovine, abbia ancora un senso. Ormai le esperienze di questo tipo si sono moltiplicate, per fortuna, la grande distribuzione ha iniziato a portare grossi nomi. Vediamo musica, teatro e danza in ogni luogo e questo è un bene, per l’arte stessa, per il pubblico e per il territorio“.

Il teatro Studio ha portato in scena tutto Eschilo, Euripide, Omero, lavori originali, antichi e contemporanei, percorrendo luoghi di grande suggestione (boschi, parchi naturali, parchi archeologici, resti di architetture) restituendo alla performance teatrale un sapore antico, rituale, coniugando la bellezza dei territori, delle rovine, dei percorsi storici, a testi dall’indiscusso potere evocativo: epica, mito.


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26 luglio, 2018

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