Orte – “Ventimila euro”. A tanto ammonterebbe la presunta turbativa d’asta che la procura di Frosinone contesta all’imprenditore Francesco Rocchino, amministratore dell’Ortana asfalti. Lo rivela il suo difensore, l’avvocato Maurizio Filiacci. “Il mio assistito – dice il legale – è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini relativo a una turbativa d’asta di soli ventimila euro. Una contestazione che neghiamo, perché a quella gara l’Ortana asfalti ha partecipato in maniera regolare. E regolarmente ha presentato la sua offerta, per poi risultare l’assegnataria di quell’appalto da ventimila euro”.
Il procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, contesta all’imprenditore Rocchino di aver “alterato fraudolentemente la regolarità della procedura per l’affidamento di un appalto indetto dal comune di Guarcino”, in Ciociaria. “Su indicazione di Rocchino e dei Parente (imprenditori frusinati, ndr) – scrivono gli inquirenti nell’avviso di conclusione indagini – sono state invitate imprese di cui si conosceva la mancanza di interesse alla partecipazione alla procedura. Ed è stata invitata anche l’Ortana asfalti srl, società di Rocchino e unica offerente, che non aveva la possibilità di eseguire i lavori ma si era accordata per farli eseguire alla G&M Lavori srl dei Parente. Parente che, unitamente a Rocchino, erano i beneficiari consapevoli dell’illecito”.
Ma l’imprenditore viterbese è indagato anche per abuso d’ufficio. Secondo l’impianto accusatorio, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Guarcino, nonché Rup e presidente della commissione di gara, tale Francesco Tirocchi, avrebbe poi “autorizzato il subappalto per l’esecuzione dei lavori di posa in opera di conglomerati bituminosi. Procurando intenzionalmente a Giancarlo e Riccardo Parente, legati da rapporti di amicizia e cointeressenza con Tirocchi, un ingiusto profitto patrimoniale. In ragione – spiega il procuratore De Falco – dei compensi ricevuti in relazione ai lavori eseguiti senza che la G&M Lavori srl fosse stata l’aggiudicataria dell’appalto”.
“Rocchino – continuano gli inquirenti – avrebbe chiesto l’autorizzazione al subappalto e, insieme ai Parente, stipulato il contratto di distacco e di nolo a freddo. Di quest’ultimo non era indicato l’importo, così da impedire la verifica del superamento della soglia del 2% previsto dal decreto legislativo sul subappalto”. Ovvero, il subappalto deve essere inferiore al 2% dell’importo del contratto principale. “Quella della procura di Frosinone è una ‘baggianata’ – la definisce il difensore di Rocchino, l’avvocato Filiacci -. Perché l’Ortana asfalti ha tutto documentato, ci sono le fatture e nessuna verifica è mai stata impedita. È tutto regolare e già lo scorso anno il mio assistito ha avuto modo di chiarire la sua posizione davanti al pubblico ministero”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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