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Viterbo - Comune - Verde e non solo, in seconda commissione (Bilancio – Sviluppo Economico) impietosa e realistica analisi del ragioniere capo Quintarelli

“Servizi del comune mediocri perché i soldi sono pochi”

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Enrico Maria Contardo e Stefano Quiintarelli

Enrico Maria Contardo e Stefano Quiintarelli

Viterbo – (g.f.) – I servizi offerti dal comune? Mediocri. Verde e non solo, pulizia della città e non solo. I viterbesi se ne erano accorti da un po’, ma adesso arriva pure la “certificazione” del ragioniere capo Stefano Quintarelli.

Nessuna rivelazione o chissà quale scoperta. Piuttosto, la banale constatazione che tutto ruota attorno ai numeri, ai fondi a disposizione. Ai soldi da spendere. Pochi, comunque non sufficienti. La coperta è corta. Si coprono tutte le esigenze, in modo mediocre.

“Il bilancio – spiega in seconda commissione (Bilancio – Sviluppo Economico) Quintarelli – garantisce nella parte corrente il pagamento di contratti e spese obbligatorie, ma è indubbio che rispetto alle esigenze della città, risulti largamente deficitario”.

Palazzo dei Priori non è al verde, ma sul Verde, ad esempio, qualche problema c’è. “La spesa in questo settore si aggira sui 550mila euro annui. Qualcosa è stato modificato. Resta il fatto, che per un verde adeguatamente curato, non basterebbe un milione di euro”.

Per questo, l’erba cresce. Toglierla tutta si potrebbe. “Si può decidere in sede di bilancio, di spostare più fondi al verde, ma col rischio d’azzerare altri settori – sostiene Quintarelli – Turismo, Sport, Spettacolo o Cultura. Oppure i Servizi sociali”. Complicato, o meglio, impossibile.

“Con le somme a disposizione si garantisce la mediocrità dei servizi, resta molto poco a quello per chi vuol fare di più”. Se il bilancio gira su 57 milioni, cominciando a sottrarre, poco resta. Quindici milioni se ne vanno per il personale, dieci per i rifiuti, quattro in rate di mutuo, un milione e 200mila euro sulle mense e un milione e mezzo nell’illuminazione. Restano gli spiccioli. Nonostante Viterbo sia un comune “liquido”.

Nella casse c’è una somma che si aggira sui 30 milioni di euro e c’è un milione e 400mila euro d’avanzo. Il che non significa poterli spendere. E soprattutto, non si possono spendere soldi che non arrivano più.

“Tra l’amministrazione Marini e quella Michelini – ricorda Quintarelli – si sono persi 11 milioni di trasferimenti statali. L’ente è stato costretto a grosse operazioni di leva fiscale, come l’addizionale Irpef, per garantire comunque livelli di servizio mediocri”.


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28 luglio, 2018

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