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Ambiente - Il Tribunale superiore delle acque boccia la richiesta di Acea di tornare a usufruire del bacino

Siccità, stop ai prelievi dal lago di Bracciano

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Il lago di Bracciano

Il lago di Bracciano

Bracciano – Non si potrà tornare a prelevare acqua dal lago di Bracciano per soddisfare il fabbisogno idrico di Roma.

Lo ha stabilito questa mattina in un’ordinanza il Tribunale superiore delle acque, che ha respinto la richiesta di Acea di sospendere la determina della regione Lazio che impediva di attingere dal bacino braccianese per colmare le carenze idriche della Capitale.

Esulta il gruppo Istituzioni del lago, l’unione dei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevinano Romano, il Parco dei laghi di Bracciano e Martignano e il Consorzio di navigazione del lago di Bracciano, che ha fatto fronte comune sulla vicenda.

“Con quest’ordinanza – spiega in una nota il gruppo – viene riconosciuto il valore della nostra battaglia in difesa del lago. Il nostro ringraziamento va alla regione Lazio, che ci ha sostenuto in questo lungo confronto e che ha accolto le nostre richieste, ma va soprattutto ai tantissimi cittadini che hanno dato un contributo fondamentale anche di conoscenza, a questa lunga battaglia in difesa del territorio”.

Soddisfatto anche il presidente della regione, Nicola Zingaretti, che commenta con un post su Facebook: “Il Tribunale delle acque ha confermato la correttezza delle scelte della regione sul tema della tutela del lago di Bracciano. Una vittoria dei cittadini, dell’ambiente e dell’idea del valore dell’acqua pubblica”.

L’ordinanza della regione stabilisce lo stop dei prelievi dal lago fino all’innalzamento del livello dell’acqua oltre la soglia dei 161,9 metri. Acea, con l’appoggio del comune di Roma, si era opposta alla determina, sostenendo che limitasse la capacità d’intervento del concessionario del servizio idrico. 


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26 luglio, 2018

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