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Viterbo - Comune - Paola Celletti (Lavoro e beni comuni) lancia l'allarme

“Superato il livello consentito di arsenico nell’acqua…”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ci risiamo! Nel mese di luglio i livelli di arsenico dell’acqua a Viterbo hanno superato ampiamente i limiti consentiti dalla legge.

Come si può apprendere dai risultati delle analisi pubblicate sul sito della Asl, il serbatoio 3000 – che rifornisce una larga zona di Viterbo, partendo da Strada Roncone e proseguendo su Strada Palomba, Str. Cuculo, Monte Pizzo, Sammartinese ecc. – eroga acqua non potabile, i cui valori di arsenico registrati ammontano ad 11 µg/l, un punto in più rispetto al valore consentito. In diverse altre zone, inoltre, seppure non vengano superati i limiti, i valori si aggirano pressoché al massimo. Parliamo del serbatoio Settecannelle con 9 µg/l (valore medio), e di Bagnaia, Serbatoio Votamare Chiesuola con 9,5µg/l (valore medio).

Se si tratta dunque di un valore medio e il dato raggiunge pressoché il limite, sorge spontaneo pensare che esistano anche in queste zone sconfinamenti in eccesso.

E non dimentichiamo che l’arsenico, classificato cancerogeno certo di classe A , è altamente nocivo anche in quantità minime.

I dati allarmanti sulle malattie neoplastiche nel nostro territorio, pubblicati pochi giorni fa, dovrebbero far emergere tutta l’importanza e la gravità della questione.

Il quadro della situazione di luglio 2018 sta lì a testimoniare che il problema non è ancora risolto e che i dearsenificatori installati non sono affatto sufficienti a garantire un’acqua sicura.

L’unico dato positivo è che, grazie ai comitati di lotta e in particolare al comitato Non ce la beviamo, oggi riusciamo almeno ad ottenere le informazioni sulla qualità dell’acqua, prima completamente assenti. I dati analitici mensili sono infatti pubblicati, ogni mese, sul sito della Asl e consultabili da chiunque.

Ovviamente non ci contentiamo di questo risultato: la salute, in quanto bene primario della collettività e diritto fondamentale della persona, deve ricevere la più alta attenzione da parte delle istituzioni e il sindaco, garante e responsabile, è tenuto a fornire precise e capillari informazioni con tutti i mezzi disponibili, a emettere tempestivamente i decreti di non potabilità dell’acqua nelle zone interessate e ad adoperarsi per risolvere definitivamente questo problema, che da troppo tempo viene sottostimato.

Invitiamo perciò il primo cittadino, e tutta la nuova giunta, a prendere immediati provvedimenti in merito e a darcene adeguata comunicazione.

Lavoro e beni comuni

Paola Celletti

 


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20 luglio, 2018

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