Viterbo – (g.f.) – Si arriva nella Tuscia per passaparola, essenzialmente in auto e proprio i collegamenti sono la principale nota dolente segnalata dai turisti.
Nella giornata dell’economia in camera di commercio, presentato anche uno studio elaborato dall’Unitus sul comparto turistico.
È Tiziana Laureti a spiegare quello cosa funziona e cosa meno. L’indagine è parziale. Questionari distribuiti in tutta la provincia, ma quelli tornati indietro finora arrivano in gran parte dal capoluogo e i questionari sono stati distribuiti tra aprile e giugno. Ma il risultato offre comunque uno spaccato su criticità e quello che invece pare funzionare
Il 47% dei turisti che hanno risposto ha già visitato lo stesso posto o altri posti nella Tuscia. Per il 53% è la prima volta e in larga parte il pernottamento va da una a tre notti. In linea con il momento in cui è stato chiesto, da aprile a giugno. Non un periodo di vacanze.
“Si arriva molto attraverso il passaparola – spiega Laureti – per il 39%, quindi internet 23% e agenzie viaggio il 10%”. Poco o nulla le fiere, appena il 3%.
I luoghi preferiti sono Viterbo e Bagnaia (56%) e Civita di Bagnoregio (32%). Capoluogo o resto della Tuscia, tra le criticità ci sono i trasporti. Bollino rosso dai visitatori, insoddisfatti. Bene, al contrario, le specialità enogastronomiche e il senso di sicurezza nei luoghi visitati.
La cronica assenza di collegamenti adeguati ha come naturale risultato che il 71% dei visitatori arrivi in auto e subito dopo con il treno (13%), quindi, essenzialmente da Roma. Chi visita Viterbo, tornerebbe e lo consiglierebbe ad altri (98,2%).
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