Vercelli – Aveva chiamato i soccorsi sostenendo che la madre adottiva fosse rimasta uccisa in un incidente domestico. E invece la polizia ha scoperto che con ogni probabilità è stato lui stesso a colpire a morte la donna.
L’uomo, un 38enne nato in Camerun, viveva a Vercelli con la madre adottiva, un’insegnante in pensione di 66 anni, conosciuta anche per le sue attività nel mondo dell’associazionismo e dei sindacati.
Le indagini della squadra mobile hanno portato in una direzione completamente diversa da quella indicata dal figlio, con “numerose evidenze probatorie” dirette a “sconfessare la versione fornita dall’uomo”. A suffragare la tesi dell’omicidio anche il referto dell’autopsia, che parla di “brutale aggressione” subita dall’ex-insegnante.
Secondo la ricostruzione della polizia, il 38enne sarebbe affetto da grave ludopatia e si sarebbe trovato in grave difficoltà economica. Al rifiuto della madre di prestargli denaro, avrebbe aggredito e poi ucciso la donna, cercando poi di mascherare il fatto come un incidente.
Ora l’uomo è in stato di fermo con l’accusa di omicidio aggravato.
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