Viterbo – Adotta un cane anziano che ha trascorso tutta la sua vita, 16 anni, in un canile. Lo adotta, d’accordo con la moglie, pur sapendo che non vivrà a lungo. Ma non gli importa, vuole che abbia un po’ d’affetto e felicità tutta per lui.
E’ andato fino in Sardegna, Andrea Baffo, noto al pubblico di Caffeina ma non solo, per adottare il suo “nonno” cane.
Era appena lo scorso mese di marzo. E adesso, alla vigilia di ferragosto, Dj Duro non c’è più. Sono passati appena cinque mesi. In un post su Facebook il commovente ricordo di Andrea Baffo.
La commovente storia di Dj Duro
E’ successo, Dj Duro ha deciso di voler andare. Se ne è andato piano, discreto, come è vissuto. Dj Duro ha lasciato questo mondo.
Sì, se ne è andato. E ora voglio scrivere la verità, sono straziato.
Dj Duro, questo il suo bislacco nome, è entrato nella nostra vita, mia e di mia moglie, pochi mesi fa, l’11 marzo esattamente, giorno in cui siamo andati a prendercelo in Sardegna, ad Olbia. Uno splendido nonno di 16 anni, ne aveva dichiarati “solo” 14… mannaggia a Duro e la sua vanità.
Un nonno nato e cresciuto in un canile, dentro una gabbia. Ma la sua data di nascita davvero non conta, o meglio non è significato niente prima, fino a significare meno di niente nel momento in cui si è presentato davanti a noi in tutta la sua infinita bellezza. Ci siamo emozianti, abbiamo perso la testa, letteralmente. Ed emozionate e tremanti erano le mani di Barbara, l’eroica volontaria di Facedog Macomer Onlus quando ci ha passato Duro, “Lui è speciale”, ha detto.
La verità è che ho da allora stampate nella memoria queste sue parole, me le sono ripetute spesso nella mente in questi mesi. Addirittura ogni tanto sento ancora il suono della voce di Barbara che le pronuncia. Giuro. Poi a Barbara è scesa una lacrima, a noi anche due.
Al link sotto ho raccontato cosa avvenne in quei giorni. Poi ho deciso di non scrivere o pubblicare più nente di lui, del nostro nonnetto che aveva bisogno di costruirsi una vita affettiva, aveva bisogno di intimità. Però lì, in questo mio post, cinque mesi fa ho descritto quel giorno, quelle sensazioni. La bellezza senza fine del nostro incontro. Io e Alessia ci siamo imbarcati al ritorno con quel trasportino che custodiva un bellissimo nonno peloso e, in meno di 48 ore e con due viaggi consecutivi in nave, ci siamo ritrovati ad essere genitori.
Sono andato a rileggerlo il mio post. Sono andato a rileggerlo in un giorno come questo, sapevo che mi avrebbe fatto ancora un po’ più male, se possibile, ma l’ho fatto perché ne sentivo il bisogno, assoluto, totale, completo. Avevo necessità di ripercorrere questa nostra amicizia speciale, dal primo minuto ad oggi, giorno in cui è diventata eterna.
Allora io non penso che esista una gerarchia dei dolori. Né voglio scrivere queste parole per amore di retorica, né, tantomeno, affermare che è meglio legarsi agli animali perché sono più buoni degli esseri umani o stronzate del genere. Non voglio vendervi verità a cui credere o raccontare assoluti, io non so nulla di questo mondo, anzi, ne sono vagamente e istintivamente respinto, da sempre.
Ora, qui, voglio semplicamente raccontare. E raccontare è uno dei modi per non farsi tormentare inermi dal dolore.
Non è una gerarchia di amore, di bellezza, dicevo, dunque, sono discorsi che non hanno un senso compiuto fino in fondo. Io so soltanto che ho vissuto con questo piccolo-immenso amico a quattro zampe ed è un fatto che è andato nella mia intimità per più ragioni di quelle che so comprendere, e so che ogni dolore, quando è assoluto, ci rende sempre irrazionalmente belli e fragili allo stesso tempo ed è capace di saldare la parte più bella di noi con una parte bella dell’universo in cui viviamo.
È stata un’adozione consapevole, quella di un cane anziano nato e cresciuto in un canile. Adozione ideata da Alessia, mia moglie, la persona dall’anima più gigante che abbia mai conosciuto.
Io ho accettato di compiere questo passo da subito, ma ho fatto i primi pensieri e mi sono posto le prime domande che ci poniamo noi tutti comuni essere umani, “è una bellissima azione, mi piace molto, ma poi ci affezioniamo e sarà doloroso, visto che è davvero tanto anziano…”, e poi ancora “è scosso, ha avuto brutte disavventure con gli esseri umani, saremo in grado di accudirlo come si deve?”.
Ora qui per me subentra la fortuna di vivere accanto a una persona che segue una logica diversa del riferire ogni azione a sé, da usare se stessi come parametro. E Alessia la sua logica te la dimostra vivendola, non con la teoria, e la sua logica ha un nome: logica dell’amore, avete presente?
La logica dell’amore, quella che non viaggia per percorsi diretti, non è un navigatore che ti mostra il percorso più breve, ma è un navigatore che ti mostra il percoso più bello e spesso durante un percorso del genere viene messo in gioco una intera persona, tutto il suo grappolo di sentimenti e vengono svelate le fragilità e mille altre sensazioni difficili, belle, complicate, illogiche, meravigliose e abissali.
Roba da farti sentire vivo.
Dj Duro era un cagnolino dalla bontà senza fine. Spaventato da tutto. Una sedia che si spostava, un colpo di tosse o uno starnuto lo facevano saltare di paura. Letteramente così.
Abbiamo costruito tutto insieme, l’affetto, il suo guardarci sempre più da vicino, il suo accettarci sempre un po’ di più. Il tutto senza un briciolo di accenno a reazioni seppur minime, a lamentele o scatti o rabbia. Sempre buonissimo, disarmante nella sua bontà.
In questi mesi trascorsi con lui ho pensato spesso a come abbia potuto sopravvire per tutta la vita in un canile dove ogni azione è competizione. Me lo sono immaginato come l’ultimo ad arrivare alla ciotola del cibo, l’ultimo a farsi notare, ultimo, sempre, su tutto.
Ultimo.
Ecco, forse quello che oggi mi strugge è il suo essere ultimo, sempre. Il suo essere “tritato” da un mondo immenso di cui non conosce nessuna dinamica e in cui non ha alcuna capacità di “farsi giustizia” o spazio da solo. Solo una mano tesa verso di lui gli avrebbe potuto consentire una vita vera.
Ha imparato tante cose, tutte dalla sapienza di sua mamma Alessia, ha imparato a smettere di girare in tondo facendo il perimetro della stanza per la paura e per l’ossessione, ha imparato a stare al guinzaglio, a 16 anni ha imparato a fare pipì sulla traversina, ha imparato a farsi guardare negli occhi, senza chinare il capo, ha sentito amore, si è fidato, alla fine si è fidato, è stato vinto dall’amore e per me se lo ricorderà.
Ora Alessia è a pezzi, io la seguo a ruota, ma Alessia mi ha spiegato quello che si spiega ai bambini (e io lo sono) che sapevamo dall’inizio che avremmo sofferto il distacco, ma che non era un buon motivo per non portarlo con noi. E che è proprio grazie a questa maledetta e folle “paura di affezionarsi” che il nostro Dj Duro magari non ha avuto un luogo dove stare.
Dentro un gesto di amore spassionato, incondizionato, totale, non si fanno conti, anche se del conto che si dovrà pagare alla fine si ha già certezza all’inizio, si fa e basta.
Si ama e basta. Funziona così. Questo mi ha ri-spiegato Alessia.
Nessuna fatica o controindicazione sarà mai minimamente paragonabile alla bellezza di un gesto del genere. Ci si guadagna, letteralmente, si diventa persone migliori, se si sposta il parametro dai banali “ma è vecchio”, “poi si soffre”, “ma è impegnativo” ecc. e lo si posiziona su quanto amore ti lascia, si vince, sempre, con certezza.
Questo ho capito. Questo ho vissuto.
Sto cercando di imparare la lezione, di non avere paura di amare, di avere il coraggio di non fare calcoli quando si fanno azioni con il cuore. Di soffrire sapendo provare gioia allo stesso tempo.
Le buone azioni fatte conteggiando i pro e i contro nascono già come mezze buone azioni.
Sono stato catapultato dentro questo amore e devo dire di avere ricevuto una quantità di bellezza che ha sovrastato tutte le difficoltà. Ho imparato molto dal mio amico cagnolino. Dalla sua sconfinata bontà. Ha volte ho anche pensato che sia stato la reincarnazione di qualcosa di grande. Sto delirando, forse. Forse è la licenza di vagheggiare che si prende la mente quando sta soffrendo, non lo so. Ma la sensazione è quella.
Nei mesi mi è anche nato l’irrazionale senso di colpa di non averlo conosciuto prima, di non sapere nulla di lui. Mi sono sentito in colpa di aver consentito (so che è folle) che rimanesse in un canile quando non sapevo della sua esistenza. Pensarlo in un angolo, a guardare il nulla o, peggio, il male, con quei due suoi occhioni infinitamente buoni, mi strugge.
Mi sento anche in colpa di quello che non ho fatto in tempo a fare con lui, per lui.
Quello che so per certo è chi era lui: 14 chili di amore sparati nel mondo, questo era Dj Duro, è stato Dj Duro, è Dj Duro.
Non finirò mai di ringraziare Alessia di avermi trascinato dentro questa storia, immensa e dolorosa, bella e amara allo stesso tempo, ma con proporzioni diverse, in cui la dose di bellezza che ci abita dentro è schiacciantemente superiore alla dose di dolore che provo adesso.
E adesso provo un dolore lancinante. Un dolore luminoso, però, per nulla buio.
Grazie Dj Duro, grazie amico mio.
Grazie per avermi allargato il cuore.
Grazie per aver illuminato il mondo con la tua bellezza.
Grazie per la pazienza.
Grazie per aver avuto comprensione di tutto e tutti.
Grazie per la bontà.
Grazie per non avere mai mostrato i denti a chiunque, perché chiunque si è dimenticato di te.
Grazie per lo spettacolo lieve in cui hai trasformato la tua esistenza.
Grazie per la gioia che hai dato a chi ha potuto guardarti.
Grazie per la fragilità.
Grazie per la paura.
Grazie per la grande lezione che ci hai dato.
Grazie.
Grazie di tutto.
Ora lascio che un manto di silenzio copra il mondo e ovatti ogni rumore. Lascio che nel mio cuore nevichi ancora un po’. Ho bisogno di questo. È il momento di custodire ricordi, accarezzare memorie.
Ti abbraccerò ancora Dj. Da qualche parte, in qualche tempo, ti abbraccerò.
Ti abbraccerò forte, per chiederti scusa a nome di tutti, ancora una volta.
Ti abbraccerò per dirti ancora grazie.
E ti abbraccerò senza lasciarti più, questa volta.
Mai più. Ne sono sicuro.
Buon viaggio Dj Duro, amico mio.
Ora vai.
Andrea Baffo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY