Roma – A prescindere da quello che può succedere, dalla crisi economica al calo del traffico, minori investimenti rispetto a quelli previsti: “Autostrade per l’Italia (Aspi) avrà comunque ogni anno un rialzo delle tariffe pari al 70% dell’inflazione reale”.
Contratto di concessione reso pubblico, il Corriere della Sera lo analizza in ogni dettaglio. Si tratta di dati finora secretati, scelta motivata dal voler tutelare la società che è quotata in borsa. Notizie sensibili per i mercati. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e relative polemiche, vengono alla luce i meccanismi remunerativi che scattavano in automatico.
“La sommatoria di tutte le voci – spiega il Corriere della sera – tra remunerazione del capitale e remunerazione del debito, è del 10,21% lordo, che al netto fa 6,85% all’anno”. A conti fatti, si attiva al 7,18%.
Sul fronte investimenti in manutenzione, sono centomila euro al chilometri. Cinque volte superiori a quelli dell’Anas, ma inferiori, se confrontati con il programma iniziale del 70% circa. Stima che comprende opere preventivate nel 2007 e non ancora realizzate. Fra queste, c’è la Gronda di Genova.
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