Viterbo – Banca Sviluppo Tuscia rompe il silenzio, da quando la Popolare del Lazio ha espresso la volontà di volerla acquistare. Due le manifestazioni d’interesse presentate: la prima dell’8 giugno e la seconda del 19 luglio. Quest’ultima, fa sapere il cda di Banca Sviluppo Tuscia, “risulta migliorativa” rispetto alla prima. Ed è per questo che, alla fine, l’istituto di credito viterbese “ha comunicato il proprio gradimento all’offerta vincolante dell’acquisto delle azioni da parte di Banca Popolare del Lazio”.
“Il progetto – spiega il consiglio di amministrazione di Banca Sviluppo Tuscia – appare idoneo per il contesto regionale in cui si collocano le due banche, per l’identica vocazione territoriale e un particolare orientamento verso la clientela retail, le piccole e medie imprese e le famiglie. Banca Sviluppo Tuscia continuerà a operare nell’ambito territoriale di radicamento storico, ampliando la propria rete commerciale, garantendo sostegno alle famiglie e costante attenzione allo sviluppo economico e sociale del territorio. Anche attraverso il mantenimento e l’ulteriore incremento dei finanziamenti destinati alle imprese”.
“L’acquisizione di Banca Sviluppo Tuscia – continua il cda – e l’integrazione industriale e commerciale con Banca Popolare Lazio consentirà, nel breve-medio termine, di consolidare la presenza del costituendo gruppo bancario nella Tuscia Viterbese. In particolare nel segmento delle piccole e medie imprese conseguendo sinergie sia attraverso la concentrazione della rete commerciale locale in Banca Sviluppo Tuscia, sia attraverso l’accentramento delle attività di operation e di controllo nella capogruppo.
Faciliterà, nel medio-lungo termine, la sperimentazione del percorso verso la creazione di un modello di banca capace di innovare con agilità nell’ambito dei servizi digitali e di nuove proposizioni commerciali. Anche grazie a una struttura decisionale e operativa snella, in grado di creare collaborazioni con una rete di partner”.
Infine, “consentirà da subito il ripristino degli equilibri tecnici di Banca Sviluppo Tuscia e garantirà nel corso del tempo l’equilibrio patrimoniale necessario per la stabilità finanziaria dell’intermediario”.
Ma cosa prevede l’offerta vincolante? “L’impegno – chiarisce il cda di Banca Sviluppo Tuscia – di Banca Popolare Lazio ad acquistare, attraverso un’offerta di scambio, un pacchetto azionario composto da almeno 7mila 491 azioni, che corrisponde al 51% del capitale sociale di Banca Tuscia e, in ogni caso, non superiore a 10mila 487 azioni, che corrisponde al 70% del capitale sociale di Banca Tuscia”.
Ma “Banca Popolare del Lazio – prosegue il cda dell’istituto viterbese -, per permettere a Banca Sviluppo Tuscia il ripristino tempestivo dei coefficienti patrimoniali regolamentari minimi, ha versato, in conto di futuro aumento di capitale, quattro milioni di euro. Pertanto, gli azionisti di Banca Sviluppo Tuscia saranno chiamati a deliberare un aumento di capitale riservato a Banca Popolare del Lazio”.
L’offerta di scambio di Popolare del Lazio dovrà essere accettata dai soci dell’istituto di credito viterbese, entro il prossimo 15 settembre.
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