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Viterbo - Oltre duemila chilometri a piedi in 76 giorni - A compiere l'impresa Lorenzo Del Tosto, 67 anni

“Da Canterbury a Roma, tutta la Francigena a piedi per amore di mia moglie”

di Silvana Cortignani
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Lorenzo Del Tosto - In viaggio lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lorenzo Del Tosto a sinistra – In viaggio lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lorenzo Del Tosto - In viaggio lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lorenzo Del Tosto – Il cippo dei cento chilometri

Lorenzo Del Tosto - In viaggio lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lorenzo Del Tosto – Indicazioni per i pellegrini

Lorenzo Del Tosto - In viaggio lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lorenzo Del Tosto – Ha percorso 2100 chilometri

Viterbo – Da Canterbury a Roma, l’intero percorso della via Francigena in due mesi e mezzo, per amore della moglie scomparsa tre anni fa, nel 2015. 

“Il suo sogno era fare il Cammino di Santiago di Compostela e io, che le avevo sempre detto di no, dopo la sua morte, ho voluto renderle omaggio, facendo ogni anno un cammino della fede. Quest’anno l’intero percorso della Francigena, 2100 chilometri in 76 giorni”, spiega Lorenzo Del Tosto, 67 anni, giunto pochi giorni fa al Vaticano assieme all’amico Massimo che lo ha accompagnato nel suo lungo viaggio.

Lorenzo, figlio di un agente penitenziario d’origine abruzzese, nato a Urbino, cresciuto a Roma e viterbese d’adozione in seguito al matrimonio con Rossana Benvenuti, ha compiuto il Cammino di Santiago in due anni, tra il 2016 e il 2017, portando con sé, la seconda volta, un’urna d’argento a forma di cuore contenente parte delle ceneri dell’amata moglie: “Ho fatto il tratto che va da Santiago a Finisterre, un promontorio sull’Oceano Atlantico, dove le ho lasciate, perché lei sarebbe voluta venire fino a lì e amava il mare”.

Per Del Tosto si tratta di una sorta di terza vita, di cui è orgoglioso l’unico figlio, Pietro, architetto. Per 25 anni ha lavorato come programmatore informatico alla ex Selenia, ora Leonardo, gruppo della Finmeccanica che controlla il traffico aereo del 90% degli aeroporti mondiali. Poi, dal 1999 alla pensione, è passato alla start-up di Wind.

“Prima del primo viaggio, nel 2016, ho visto il film che racconta la storia di un padre che completa il cammino di Santiago di Compostela per il figlio, morto all’inizio della strada”, racconta Lorenzo, che l’anno prossimo, nel 2019, probabilmente completerà il suo percorso dei tre cammini della fede percorrendo a piedi l’ultimo tratto, di 400 chilometri, per Gerusalemme. 

Tornando alla Francigena, è partito da Canterbury il 26 maggio: “Ci siamo fermati in tre città soltanto, in Francia, che però è meno organizzata nell’accoglienza ai pellegrini rispetto alla Svizzera e all’Italia. Abbiamo incontrato poche persone, rispetto al Cammino di Santiago di Compostela. Tra loro una guardia svizzera sul San Bernardo, che da 20 anni, ogni anno, torna a casa a piedi per le vacanze. Un certo Giovanni, di Roma, che faceva il percorso per una onlus contro la Sla. Tre francesi, che hanno deciso di fare tutto l’itinerario nel corso di 4 anni. Più gente solo dalla Toscana, dove è nato un bel gruppo di amici”.

Sul fiume Po un incontro da raccontare: “C’è un certo Danilo che da venti anni fa il barcaiolo per i pellegrini che, come Sigerico, passano sul fiume. Lui tiene il conto di tutte le persone e io ero il numero 809”, spiega Del Tosto.

Solo sei italiani, quest’anno, sono arrivati a piedi in Vaticano da Canterbury.



“L’arrivo a Roma però è deludente – dice Lorenzo – in Vaticano, entri in una sacrestia dove ti danno un attestato precompilato, firmato da un cardinale, che tu devi riempire col tuo nome e i tuoi dati. Io gli ho mostrato le mie tre credenziali, ma l’addetto non ha nemmeno capito che avevo fatto tutto il cammino della Via Francigena. C’è molta freddezza nei confronti dei pellegrini, a differenza di Santiago”.

A compensare la delusione il ricordo di Rossana: “Mia moglie mi ha fatto un regalo, facendomi scoprire i cammini della fede, anche se io sono ateo. Ma ora, grazie a lei, conosco la gioia di incontrare tante persone, di sentire tante storie, di parlare con tanti giovani, i cui racconti ti lasciano le lacrime agli occhi”. 

Silvana Cortignani

 


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20 agosto, 2018

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