Viterbo – (sil.co.) – “Impossibile completare le verifiche a ponti e viadotti della Tuscia entro fine mese”. Non ha dubbi il consigliere con delega ai lavori pubblici della Provincia, Maurizio Palozzi: “Nessuna criticità da segnalare, non ci sono motivi di allarme, stiamo procedendo all’annunciata ricognizione, poi si vedrà. Ma ci vuole tempo”.
Troppi pochi giorni da qui al 30 agosto, termine fissato dal ministero delle infrastrutture per completare il monitoraggio, stimare le priorità e preventivare la spesa per gli interventi sulle infrastrutture di competenza. La nota ministeriale è arrivata lunedì 20 agosto ai Comuni, quindi solo 10 giorni prima della scadenza richiesta.
Sorvegliato speciale il ponte simbolo di Civita di Bagnoregio
Sorvegliato speciale il ponte più internazionale della Tuscia, ovvero il ponte pedonale in cemento armato lungo 300 metri di Civita di Bagnoregio, costruito nel 1965, alto fino a una ventina di metri e transitato ogni anno da migliaia e migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Davanti la rupe di Civita, attorno il panorama mozzafiato della valle dei Calanchi, l’unico mezzo autorizzato è un trattoretto del Comune.
“Il ponte di Civita gode di ottima salute, anche se, visto che abbiamo le risorse, abbiamo dato un incarico professionale specifico per valutare eventuali future criticità – dice il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, spiegando – appena un paio di mesi fa c’è stato un sopralluogo straordinario dei vigili del fuoco, disposto da provincia e prefettura. E’ tutto a posto”.
“Un altro sopralluogo da parte dei pompieri c’era stato in seguito al crollo del campanile di Norcia a causa del terremoto del 24 agosto di due anni fa. Sia allora che oggi non sono emerse criticità, per cui si va avanti con l’ordinaria manutenzione. Grazie a un finanziamento regionale, stiamo sottoponendo il ponte a un intervento di restyling per renderlo più bello”.
“Fra pochi giorni sarà montata una nuova ringhiera al posto dell’attuale, vecchia e in alcuni punti arrugginita. E’ già in officina per la verniciatura e la ditta che la sta realizzando, per non creare disagi, visto l’afflusso di visitatori, ha accettato al richiesta del Comune di lavorare di notte per montarla”.
“Non ci aspettiamo di dovere chiudere ponti al traffico”
Ponte simbolo, il ponte di Civita. Poi ci sono il il ponte dell’Abbadia di Vulci, a Montalto di Castro; il ponte di Blera; il ponte degli Eroi, a Caprarola, costruito nel dopoguerra; il ponte Mariano Buratti, il ponte Lupo Cerrino e il cavalcavia sull’Aurelia, a Tarquinia; il ponte di Lubriano; il ponte tra Capranica e Ronciglione; i viadotti del comprensorio dei Monti Cimini; una miriade di ponti e ponticelli, in cemento armato e in muratura, sparsi in tutto il Viterbese.
Palozzi, che già qualche giorno fa, in seguito alla tragedia del Ponte Morandi di Genova, aveva anticipato l’intenzione di procedere a verifiche straordinarie, ribadisce: “Le faremo, ma è impensabile da qui al 30 agosto. Ci vuole tempo, anche se non dovrebbero esserci particolari criticità, tali, ad esempio, da comportare la chiusura di importanti arterie di collegamento tra i vari paesi. Se sotto soglia, oltre ai sopralluoghi tecnici di zona e dell’ente, potremmo ricorrere a una gara informale per stringere i tempi, affidando un incarico a uno studio esterno “.
No agli allarmismi. “Sono passati solo pochi anni – prosegue – da quando, nel 2012, sono state monitorate le infrastrutture in cemento armato e, nel 2015, le barriere laterali. Tre anni fa, soltanto le barriere su un lato di un ponte di una strada secondaria nel territorio di Montalto di Castro non davano sicurezza, per cui fu deciso il senso unico alternato. Adesso con il presidente Pietro Nocchi abbiamo deciso una nuova ricognizione”.
Altra cosa sono ponti e viadotti su Trasversale, Cassia e Flaminia, di competenza di altri enti. Non ultimo, il ponte ferroviario bello da togliere il fiato, stile “torre Eiffel”, sul Rio Vicano tra Ronciglione e Caprarola.
Otto ponti a rischio nel Lazio, secondo Codacons
Nel Lazio, secondo il Codacons, che ha stilato una mappa, sarebbero otto le infrastrutture a rischio: il viadotto A12 Roma-Civitavecchia, tra Civitavecchia e Santa Marinella; il ponte sulla via Braccianese-Claudia, a Civitavecchia; il viadotto della Magliana, a Roma; la tangenziale-viadotto Tiburtina; il ponte che da via Pasquale Baffi permette di arrivare a Via di Villa Bonelli (zona Magliana), a Roma; il ponte ferroviario che divide piazza della Radio e via Ettore Rolli, a Roma: il ponte Risorgimento, a Roma: il ponte Flaminio, a Roma.
L’associazione chiede il blocco dei mezzi pesanti su questi cavalcavia-viadotti per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico.
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