Cosenza – Dieci le vittime della piena del torrente Riganello nel parco del Pollino. Sono invece stati ritrovati vivi tre dispersi.
Tre persone che erano segnalate come disperse nella tragedia avvenuta a Civita di Castrovillari, sono vive. Si tratta di pugliesi di 21, 22 e 23 anni che non avevano mai raggiunto le Gole del torrente Raganello. Sono stati rintracciati, e sono in buone condizioni. Si erano accampati in località Valle d’Impisa, a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo.
Sono complessivamente 44 le persone coinvolte, 10 decedute, 23 salvate per opera dei vigili del fuoco, 11 ferite. La bimba ricoverata in gravi condizioni a Roma e la sorella ricoverata a Cosenza hanno perso entrambi i genitori.
Tra le vittime c’è anche una coppia romana: Carlo Maurici, di 35 anni, e Valentina Venditti di 34. Conviventi nella zona del Casilino, lui di professione faceva il tatuatore, mentre lei era receptionist in un albergo.
Le dieci persone decedute provengono da cinque diverse regioni, e sono tutte di età compresa fra i 27 e i 55 anni. Sono Carlo Maurici, classe 1983, e Valentina Venditti, 1984, di Roma; Maria Immacolata Marrazzo, classe 1975 di Ercolano (Napoli), Carmela Tammaro, 1977, e Antonio Santopaolo, 1974, entrambi di Napoli. Due le vittime tarantine: Gianfranco Fumarola, classe 1975 di Martina Franca, e Miriam Mezzolla, 1991, la più giovane fra gli scomparsi. Infine, Antonio de Rasis, 1986, Trebisacce (Cosenza), e Claudia Giampietro, 1987, Conversano (Bari).
La bambina di 9 anni ricoverata al policlinico Gemelli di Roma è in sedazione profonda, con prognosi riservata, in terapia intensiva. La piccola, che viene ventilata artificialmente, presenta insufficienza respiratoria acuta dovuta a inalazione di acqua e fango.
Le prime persone soccorse sarebbero state in ciabatte e costume da bagno.
Due le inchieste. Una giudiziaria aperta dalla procura di Castrovillari e una amministrativa annunciata dal ministro dell’ambiente, Sergio Costa. Sono stati acquisiti i primi documenti e sul caso la procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio.
“Sulle responsabilità ci sarà tempo, si è trattato di un evento puntuale e localizzato a dieci chilometri a monte dall’area dove si è verificata la tragedia”, ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli durante il sopralluogo di oggi.
Insiste sull’allerta che era stata diramata: “Esiste una scala sulla base della quale scatta la comunicazione e se i tecnici, sulla base degli algoritmi e delle carte meteo, evidenziano un rischio di caduta di pioggia di un certo livello, noi ne dobbiamo prendere atto fosse una, dieci, cento volte”.
Inoltre è polemica sul sistema degli accessi alle Gole, cui si deve, negli ultimi anni, lo sviluppo di un piccolo sistema turistico in almeno quattro comuni della zona del Pollino (Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla). “Mai nessun cittadino o associazione hanno segnalato situazioni di pericolo all’interno delle gole del Raganello”, ribatte però il sindaco di Civita, Alessandro Tocci.
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