Genova – “La voce che gira è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo e ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso”.
Lo afferma Antonio Brencich, docente di costruzioni in cemento armato all’università di Genova e membro della commissione del ministero delle Infrastrutture incaricata di far luce sulle cause del crollo del ponte Morandi.
Secondo l’esperto la rottura di un tirante è “un’ipotesi di lavoro seria”, mentre le altre cause ventilate negli ultimi giorni, come la pioggia, un fulmine o l’eccesso di carico sono “ipotesi fantasiose, che non vanno nemmeno prese in considerazione”.
Brencich è lo stesso professore che due anni fa aveva duramente criticato la progettazione e la costruzione del viadotto, preannunciando costi di manutenzione sempre più elevati, fino ad arrivare a dover demolire la struttura.
Accanto a Brencich, nella commissione d’inchiesta ministeriale siedono l’architetto Roberto Ferrazza, che svolge la funzione di presidente, il professor Ivo Vanzi e gli ingegneri Gianluca Ievolella, Michele Franzese e Bruno Santoro.
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