Viterbo – Prova a uccidere la moglie e tenta il suicidio. Poteva finire in omicidio-suicidio. Una doppia tragedia sfiorata.
Protagonista un settantenne viterbese, arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Mercoledì 18 luglio, di mattina presto, avrebbe messo le mani al collo della consorte con l’intento di strangolarla. Bloccato appena in tempo, poco dopo ha tentato di togliersi la vita.
Sarebbero state le urla disperate della stessa vittima che hanno permesso di sventare l’ennesimo femminicidio, richiamando l’attenzione dei vicini, alcuni svegliati di soprassalto, facendo così scattare l’allarme prima che fosse troppo tardi.
Sul posto si sono precipitati i carabinieri del nucleo radiomobile di Viterbo, guidati dal maresciallo Piergiorgio Scoparo, il cui pronto intervento avrebbe scongiurato il peggio.
Ai militari la donna sarebbe riuscita ad aprire la porta da sola, divincolandosi dalla stretta del marito, distratto dal trambusto sul pianerottolo.
“Madonna che cazzata che ho fatto, ho fatto una cazzata”, avrebbe detto l’uomo a caldo ai militari, che lo hanno trovato in stato confusionale, ammettendo implicitamente di avere aggredito la moglie.
La donna, portata dal 118 al pronto soccorso di Belcolle, dopo le cure del caso, è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di cinque giorni. Per il marito, invece, sono scattati immediatamente il divieto di avvicinamento e l’allontanamento dalla casa familiare. Ma poco dopo è finito anche lui in ospedale su un’ambulanza a sirene spiegate.
E’ in questa fase che si è sfiorata nuovamente la tragedia. Condotto dai carabinieri in un’altra abitazione di proprietà perché stesse lontano dalla vittima, il settantenne avrebbe tentato di togliersi la vita inghiottendo una gran quantità di barbiturici. Salvato anche lui dai carabinieri, è stato trasferito all’ospedale di Belcolle, dove si trova tuttora, ricoverato presso il reparto psichiatrico di diagnosi e cura.
Tre giorni dopo, sabato 21 luglio, sono scattate, metaforicamente, le manette. Il settantenne è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di tentato omicidio e per lui il gip Savina Poli ha disposto la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari, notificata in ospedale, dove per l’appunto si trova tuttora ricoverato, sorvegliato a vista in quanto detenuto e in seguito al tentativo di suicidio.
L’uomo, difeso dall’avvocato Enrico Valentini, non ha risposto all’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto la settimana scorsa in ospedale: “Anche perché – sottolinea il legale – in questo momento, per via delle sue condizioni di salute, il mio assistito non sarebbe assolutamente in grado di replicare alle domande con lucidità”.
L’inchiesta è coordinata per la procura dalla pm Chiara Capezzuto che, oltre alla vittima, sta ascoltando, in questi giorni, anche familiari e conoscenti della coppia per ricostruire le dinamiche sfociate nel drammatico epilogo di due settimane fa. Poteva finire in omicidio-suicidio. Una doppia tragedia sfiorata.
Silvana Cortignani
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY