Viterbo – (g.f.) – Santissimo Salvatore, bozzetto donato ai facchini di santa Rosa.
È stato il presidente dell’associazione culturale Take Off, Silvio Cappelli, che ha curato la sua realizzazione, a consegnarlo stamani in comune, nelle mani del capo facchino Sandro Rossi. “Lo doniamo al sodalizio – dice Silvio Cappelli – è importante che sia esposto, soprattutto nel settembre viterbese”.
La cerimonia, al termine della conferenza stampa in comune, in cui è stato presentato il lavoro. Adesso c’è la versione in scala. La volontà è realizzare la macchina, ridando vita a un’antica tradizione.
“È un dono prezioso – dice il presidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini – lo conserveremo nel modo migliore, nella speranza di realizzarlo a grandezza naturale, per poi sfilare nelle vie del centro storico.
Grazie a Silvio Cappelli, per il lavoro di ricerca. Viterbo è la città delle macchine a spalla. Ne abbiamo diverse, è una tradizione molto sentita, sarebbe importante puntare su questa peculiarità”.
Quella del santissimo Salvatore ha origini antichissime, come tradizione. “Se ne ha testimonianza – ricorda don Mario Brizi – nello statuto cittadino del 1344, dove è riportata la processione, cui partecipavano tutte le corporazioni delle arti.
Una devozione importante, decaduta poi, non si sa perché. Stiamo cercando di riproporla, con il corteo ogni anno. Positivo se si dovesse riuscire a ripristinare la macchina”.
In comune, Luca Occhialini ha ribadito come il progetto sia già esecutivo e realizzabile. Il bozzetto è stato possibile anche grazie all’intervento di Cinzia Pace, docente di scenografia al liceo artistico di Viterbo.
“Un lavoro di squadra – ricorda Divina Prugnoli – ci siamo rifatti alla descrizione riportata in un antico manoscritto e tenuto conto della grandezza della porta della chiesa dove dovrà passare. Avrà un’altezza di due metri e una larghezza di un metro e mezzo”.
La processione con il baldacchino del Santissimo Salvatore avveniva la sera del 14 agosto alla chiesa di santa Maria Nuova. C’era anche una sosta in cattedrale.
L’assessore alla Cultura Marco De Carolis ricorda anche un palio che si svolgeva all’epoca, in contemporanea, in quella che oggi è piazza del Gesù. Si potrebbe ripristinare È un’idea.
“La storia di Viterbo – spiega il sindaco Giovanni Arena – ha radici profonde e questa è una parte importante”.
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