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Vigili del fuoco - Il nuovo comandante provinciale Emanuele Pianese, operativo da una settimana, si presenta con due obiettivi ben precisi

“Completamento della caserma e distaccamento di Tarquinia le mie priorità”

di Francesca Buzzi
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Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Pianese

Viterbo – “Completare la nuova caserma e rendere operativo il distaccamento di Tarquinia saranno le priorità del mio mandato”.

E’ già operativo da una settimana e ha le idee molto chiare. Emanuele Pianese, nuovo comandante provinciale dei vigili del fuoco, subentrato al predecessore Giuseppe Paduano, si è presentato stamattina alla stampa.

Non ha avuto ancora il tempo di conoscere Viterbo e i suoi dintorni, ma la situazione interna al comando dei pompieri la conosce già molto bene. E ha due obiettivi a medio e lungo termine precisi: fare il massimo perché si concludano al più presto tutti i lavori nella nuova caserma sulla Cassia Nord e rendere operativo h24 il distaccamento di Tarquinia.

“Sono venuto a Viterbo perché l’ho scelto – dice Pianese presentandosi -. Ho già assunto il ruolo di comandante in passato a Vercelli, nel 2011, poi ho lavorato alla direzione centrale per l’emergenza e il soccorso, il core business dei vigili del fuoco, dove ho ricoperto tre incarichi diversi: prima sono stato responsabile del settore Biologico-chimico, poi del nucleo Nbcr e infine delle Colonne mobili, un ramo che si occupa anche dell’attività internazionale del corpo. Dopo un lungo periodo di attività centrale, sentivo la necessità di tornare in un ruolo operativo ed eccomi qua”.

Pianese, romano, ma di origini per metà umbre e per metà napoletane è stato colpito dalla Tuscia soprattutto per le sue bellezze culturali e paesaggistiche. “Ero attratto dalla città dei papi – racconta – e spero di vedere presto anche le terme e i famosissimi laghi di Vico e Bolsena”.

Ma, ambientazione a parte, quello che lo preoccupa ora è l’aspetto operativo e organizzativo del suo ruolo. Al centro dell’attenzione due grossi impegni: fare in modo che la caserma sulla Cassia Nord sia completata il prima possibile e che il distaccamento di Tarquinia diventi finalmente operativo sette giorni su sette per 24 ore.

“A seguirle dall’esterno, queste due vicende – spiega Pianese -, sembrano più facili del previsto. La caserma è stata consegnata, il distaccamento anche. Ma, ci sono dei grossi ma. La caserma è attiva solo per la parte operativa. Gli amministrativi e i funzionari stanno nella vecchia sede. Questo significa che non ci può essere un dialogo diretto tra il personale. E poi manca ancora la mensa, quindi ad ogni pasto i pompieri devono spostarsi per venire a mangiare in via Oslavia e devono farlo con i mezzi al seguito, così da essere pronti in caso di emergenza”.

Insomma un vero e proprio caos organizzativo che mina la serenità sul posto di lavoro e rende difficili le cose più semplici. E i lavori per il completamento, intanto, sono bloccati.

“Stiamo aspettando una sentenza del Tar che arriverà a metà ottobre – continua il comandante -. Spero che da quel momento, qualsiasi sia la decisione dei giudici, si sblocchino i cantieri. Da fare non resta molto, qualche mese, ma se non si parte mai…”.

A quel punto si proseguirà subito con la mensa. Poi il resto. “La mensa è il primo step – prosegue – che ci migliorerebbe di molto la vita. Poi sarà la volta degli impianti: basti pensare che di cinque pompe di calore che permettono di gestire il condizionamento e il riscaldamento dei locali, ora ne è attiva una soltanto”.

Se a Viterbo ci sono dei problemi, a Tarquinia non si sta meglio.

“Manca troppo personale – dichiara senza mezzi termini Pianese -. In quel distaccamento stiamo offrendo un servizio part time, che per un corpo come i vigili del fuoco è assurdo. Noi siamo abituati a lavorare 365 giorni l’anno per 24 ore e questo dobbiamo fare. Per renderlo possibile ci servono almeno 28 unità. Ora ce ne sono circa la metà, molte delle quali però dirottate da altre sedi o gestite da supplenze e straordinari”.

Una situazione che si sbloccherà solo se ci saranno nuove assunzioni. “Entro la fine dell’anno partiranno due corsi per formare nuovi vigili del fuoco – ricorda Pianese -, ma intanto nel nostro organico alcuni sono stati promossi e hanno preso altre strade. Quindi abbiamo ancora più bisogno di personale, per rimpiazzare chi se n’è andato e per potenziare le sedi con pochi pompieri”.

Infine un ringraziamento ai collaboratori più stretti. “Ho trovato uno staff di management molto competente e affiatato – conclude Emanuele Pianese -. Sono sicuro che saranno anche loro a fare la differenza. Io per ora ho un incarico per due anni che non so se poi sarà rinnovato o meno. In ogni caso spero di lasciare nelle mani del mio futuro successore una situazione più facile, con questi due grossi scogli già almeno parzialmente risolti”.

Francesca Buzzi


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26 settembre, 2018

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