Viterbo – “È filato tutto liscio”. Per il questore Massimo Macera la sicurezza a Santa Rosa ha funzionato. Insediatosi poco più di un mese fa, ha subito dovuto affrontare la ‘prova delle prove’: il trasporto della macchina di santa Rosa. Che ha vissuto intensamente, non solo dal punto di vista professionale ma anche da quello più umano. Di chi assiste per la prima volta alla manifestazione.
Piazze a numero chiuso, contapersone e meno tribune. Quest’anno i provvedimenti adottati per garantire ordine e sicurezza erano moltissimi. “Il bilancio è positivo, ma tutto può sempre essere migliorato – ammette Macera -. C’erano delle regole, a tutela di chi partecipava all’evento. Sbarramenti, ringhiere, contapersone e vie di fuga. Precauzioni che devono essere garantite quando nelle strade ci sono grandi masse. Non si può rischiare. Nel 99% dei casi va tutto bene, ma quell’un percento… Non si può giocare quando in ballo ci sono anche vite umane”.
Al trasporto hanno partecipato pure molti politici. “È filato tutto liscio, nonostante il fuoriprogramma del ministro Matteo Salvini che ha deciso di seguire la macchina da piazza del Comune alla chiesa del Suffragio. C’erano poi la ministra della difesa Elisabetta Trenta e il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. E abbiamo dovuto prendere qualche precauzione in più. Ma nulla di nuovo per Viterbo, che in passato ha affrontato anche l’arrivo, ad esempio, del presidente del consiglio”.
In campo, per garantire la sicurezza, centinaia tra agenti e militari. “Il dipartimento di pubblica sicurezza, tenendo in considerazione le esigenze della città e della manifestazione e le richieste del prefetto, ha inviato a Viterbo più di centoventi uomini, che si sono aggiunti a quelli già operativi sul territorio. Un rinforzo notevole, interforze. Anche perché a Santa Rosa non deve essere controllato solo il centro storico, ma anche le periferie. In passato non sono mancati i furti nelle abitazioni. Brutte sorprese per chi, in una serata di festa e dopo un giorno passato in piazza, rientrava finalmente a casa. Abbiamo potenziato anche questi controlli, predisponendo una cintura di sicurezza che spero abbia funzionato”.
Per Macera è stato il suo primo trasporto, sia come questore che come spettatore. “Il ‘Sollevate e fermi’ a San Sisto mi ha incantato – racconta -. Vedere quella torre di cinque tonnellate rasentare i tetti, passare vicino ai balconi, nei vicoli del centro e su Corso Italia è stato impressionante. Poi la salita, che l’architetto Raffaele Ascenzi mi ha detto essere il tratto più semplice. Paradossalmente, perché viene fatta anche di corsa. Ma è lì che la macchina viene portata da tutti i facchini, caricati e spinti da un’immensa adrenalina. Il trasporto della macchina di santa Rosa è qualcosa di grandioso e spettacolare, in una cornice fantastica”.
Raffaele Strocchia
Paola Pierdomenico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY