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Viterbo - L'assessora Sberna (Servizi sociali) dopo la decisione dell'associazione di ritirarsi dai progetti per casa rifugio e centro antiviolenza in polemica col comune inerte e con i soldi del bando in cassa, per mesi

“Farò di tutto per far ritornare Erinna sui propri passi”

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Antonella Sberna

Antonella Sberna

Valentina Bruno e Anna Maghi

Valentina Bruno e Anna Maghi

Viterbo – (g.f.) – “Farò di tutto per far ritornare sui propri passi Erinna”. L’assessora ai Servizi sociali Antonella Sberna parla il giorno dopo lo strappo da parte dell’associazione sui due progetti presentati con il comune di Viterbo. Un centro antiviolenza e una casa rifugio. Elaborati da Erinna.

Palazzo dei Priori ha risposto al bando regionale. Ad aprile il finanziamento da 270mila euro, ma nulla è stato fatto. Da qui la scelta, difficile ma inevitabile per le responsabili Erinna, del passo indietro e relativa scelta: mai più collaborazioni con enti pubblici.

Intanto, si rischia seriamente di perdere i soldi e soprattutto che saltino due iniziative importanti per le donne. Dopo avere atteso invano, il 29 agosto è partita la lettera con cui si sanciva l’addio ai progetti da parte di Erinna e l’altro ieri la conferenza stampa per renderla pubblica. A qualcosa forse è servita.

“Cercheremo di mettere nelle condizioni l’associazione – assicura Sberna – affinché si possa procedere col progetto”. Anche perché senza Erinna, difficilmente si potrà andare avanti. “Faremo in modo che i disguidi burocratici voluti o non voluti possano essere risolti. L’obiettivo di tutti è che questi servizi sul territorio ci siano. Io ho in animo questo”.

Qualcosa però non ha funzionato. A novembre 2017 esce la graduatoria, ad aprile 2018 i fondi entrano materialmente nelle casse del comune, ma a settembre ancora nulla. “Per carte, permessi o disguidi – osserva Sberna – non si è andati avanti, ma voglio precisare che si tratta di cause non dipendenti dal comune di Viterbo”.

L’assessora si è insediata da un paio di mesi, ha chiesto agli uffici un report per comprendere lo stato dell’arte. “Dovendo costituire un’ats, associazione di scopo, è stata predisposta una delibera, già dalla precedente amministrazione, con Alessandra Troncarelli. Lo ricordo, perché feci a tal proposito un’interrogazione in consiglio comunale. Ci sono anche comunicazioni del patrimonio per la casa da adibire a rifugio e che andava individuata”.

La regione nel frattempo ha scritto dando quindici giorni di tempo, trascorsi i quali, i soldi andranno restituiti e il progetto sarà irrimediabilmente perso.

“Sarebbe un grande rammarico se dovesse tornare indietro, il comune di Viterbo non solo è a posto, ma si è fatto anche parte attiva”.

Ciascuna amministrazione comunale coinvolta doveva ratificare le delibere di giunta, indicando gli immobili.

“A fronte della lettera ricevuta dalla regione – conclude Sberna – stiamo predisponendo un invito a portare a compimento le procedure. Come amministrazione siamo i primi a voler realizzare i progetti”.


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12 settembre, 2018

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