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Viterbo - Mammagialla - È stato salvato dalla polizia penitenziaria - Danilo Primi (Uspp): "Gli agenti lavorano in condizioni terribili" - Luca Floris (Sappe): "La situazione non è più gestibile"

La tv in cella è rotta, detenuto tenta di impiccarsi

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Danilo Primi

Danilo Primi (Uspp)

Viterbo – Ha tentato di impiccarsi in cella, un detenuto di nazionalità straniera rinchiuso nel carcere di Mammagialla.

“È successo ieri mattina, intorno alle 11,30 – spiega Danilo Primi dell’Uspp, l’Unione sindacati di polizia penitenziaria -. Gli agenti hanno trovato il detenuto con un lenzuolo al collo, dopo che aveva lamentato il mancato funzionamento dalla tv che aveva in cella. Ricevuta la lamentela, i poliziotti si sono subito attivati. È stata informata la sorveglianza generale di Mammagialla, che è prontamente intervenuta. Ma per sistemare un televisore in carcere sono necessari dei tempi tecnici. Terminato il sopralluogo, non sono passati nemmeno cinque minuti, che gli agenti hanno sentito un rumore strano e si sono precipitati nella cella, dove hanno trovato il detenuto con un lenzuolo al collo nel tentativo di impiccarsi”.

L’immediato intervento dei poliziotti gli ha salvato la vita. “Un plauso a tutti gli agenti del carcere di Mammagialla – dice Primi -, anche perché lavorano in condizioni terribili. Sono sotto organico: i pensionamenti e i corsi per diventare ispettore hanno infatti portato via tanto personale. I poliziotti coprono i posti di servizio con sacrifici inimmaginabili. Il momento è poi delicato. Dopo il suicidio del detenuto egiziano e l’esposto del garante dei detenuti, siamo sotto tensione. L’attenzione delle procure e dell’opinione pubblica nei confronti dell’operato degli agenti di polizia penitenziaria è alle stelle”.

Sull’episodio è intervenuto anche il vicesegretario regionale del Sappe, Luca Floris. “Ancora un tentativo di suicidio al carcere di Mammagialla. Ancora una volta il personale di polizia penitenziaria è riuscito a salvare la vita a un detenuto di origine straniera dal tentativo di impiccamento. Il detenuto si trovava nella sezione isolamento di tipologia protetta. Non ha spazio nella sezione di appartenenza per mancanza di camere e problemi di incolumità rispetto ad altri detenuti, e da tempo è ubicato nella sezione isolamento in attesa di un trasferimento.

La situazione – denuncia Floris del Sindacato autonomo polizia penitenziaria – non è più gestibile e segnalata da tempo, con un’escalation di atti dimostrativi da parte della popolazione detenuta che, a causa della mancanza di spazi, viene ubicata appunto anche presso il reparto isolamento. Solo nelle ultime 72 ore ben sei eventi critici proprio nella sezione in questione.

Nel caso specifico – prosegue Floris – il personale di polizia, nonostante in sofferenza per la cronica carenza di unità, si è insospettito dopo aver sentito la caduta dello sgabello dalla camera dell’algerino e, grazie alla grande professionalità e attenzione, è riuscita a intervenire immediatamente salvando la vita al detenuto. Un grande plauso va a tutto il personale polizia penitenziaria, soprattutto quello intervenuto, che quotidianamente lotta in prima linea, oltre che per la sicurezza dei cittadini, per salvare la vita dei detenuti vittime dello stesso sistema alla deriva. Questo anche al cospetto di chi in carcere entra solo per la propria visibilità e non fa nulla di concreto per salvare vite prima che i fatti accadano. Bisognerebbe ascoltare di più la polizia penitenziaria che vive 24 ore su 24 a stretto contatto con i reclusi, anziché correre a puntargli il dito contro solo come capro espiatorio di un sistema malato e moribondo”.


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26 settembre, 2018

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