Viterbo – L’assessora Claudia Nunzi s’improvvisa anche dirigente. Legge Bassanini questa sconosciuta.
La norma è chiara: l’assessore (quindi la parte politica) dà l’indirizzo politico, il dirigente (quindi la parte amministrativa) gestisce, entra nel merito. Due binari che corrono paralleli ma nettamente separati.
Non sempre, a quanto pare. Sta facendo discutere un avviso pubblicato al comando di polizia locale, bacheca ordini di servizio, in cui Nunzi sconfina e passa dalla sala giunta all’ufficio del dirigente.
Il fine è buono, il mezzo forse un po’ meno. Nunzi vuole organizzare un servizio notturno in città. L’avviso è rivolto: “A tutto il personale della polizia locale”.
Poche righe in cui l’assessora spiega nel dettaglio l’idea. “È intenzione dell’assessore alla Polizia Locale di Viterbo – scrive Nunzi – organizzare dei servizi in orario notturno a cadenza saltuaria e non programmata esclusivamente su base volontaria, finalizzato alla repressione della sosta indiscriminata nelle principali piazze e vie della città”.
Quello che oggi manca, un controllo in città dopo il tramonto, non attuato in modo sistematico, a causa della cronica mancanza di agenti. Organico ridotto al lumicino, si riesce con difficoltà a stare su strada quando c’è il sole. Figurarsi dopo il tramonto.
Nunzi ha le idee chiare ed entra nel dettaglio. “Saranno previste almeno tre unità di personale per ogni servizio svolto – continua l’assessora alla Polizia locale – il servizio sarà remunerato con la prevista maggiorazione oraria e varrà come normale orario giornaliero per la giornata in cui verrà espletato”.
Quindi si preoccupa di reperire risorse e organizzare il lavoro. Encomiabile efficienza, se solo fossimo prima del 1997, quando la separazione dei ruoli non era stata ancora sancita dalla norma.
Nunzi, poi, auspica un’adesione importante: “Chi volesse aderire all’iniziativa è pregato di dare adesione presso la segreteria dell’assessore entro le ore 12 del giorno giovedi 20 settembre”.
Praticamente, il dirigente al settore è stato completamente bypassato. Addirittura, gli agenti che intendono dare la loro disponibilità la devono comunicare direttamente alla segretaria dell’assessora.
Altro che mero indirizzo, si tratta di un atto di gestione, in cui si parla di turni, compensi, numero di persone da impiegare ed è oltretutto pure col timbro dell’ufficio notificatori.
Volendo l’assessora, organizzare un servizio di controllo notturno o qualsiasi altra attività, avrebbe dovuto rivolgersi al dirigente del settore, dando un indirizzo e lasciando a quest’ultimo il compito di gestire come dove e perché. E in assenza del dirigente, c’è sempre il facente funzioni. Ma la funzione in ogni caso non spetta all’assessore.
A meno che Viterbo non sia comune franco, dove la Bassanini non si applica. Ma così non pare, tanto che dell’avviso se ne sono accorti anche alcuni sindacati, che hanno inviato una lettera non resa pubblica, in cui chiedono un incontro urgente al sindaco Arena: “I fatti che stanno accadendo in questi giorni – fanno sapere – ridicolizzano l’immagine della polizia locale e dell’intera amministrazione comunale. Forse non si è conoscenza della diversificazione dei ruoli tra indirizzo e gestione”.
Un bel problema ma forse l’assessora pensa di risolvere tutto con una cena. Altro avviso e altra bacheca. Stavolta, dal dovere si passa al piacere.
“L’assessore alla polizia locale – si legge – organizza un incontro conviviale aperto a tutto il personale in servizio, il 27 settembre alle 21”. Segue il nome del ristorante, a Bagnaia, quota di partecipazione, 18 euro e il solito invito a prenotarsi, sempre alla sua segreteria. Entro il 25.
Antipasto della casa, pizza a scelta, dolce e bevande. Menù ricco. Ma si vocifera che a qualcuno dalle parti di via Monti Cimini non sia andato giù. Non il cibo, quanto il modo con cui è stato pubblicizzata la serata
Chi partecipa si vede, ma si vedrà di più chi non partecipa. Ci sarà una lista di agenti buoni e agenti cattivi? Senza contare che visto lo stato in cui versa l’organico, a Viterbo la polizia locale ha ben poco da festeggiare.
Giuseppe Ferlicca
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