Tarquinia – (g.f.) – Alta tensione a Tarquinia. Le dimissioni del sindaco Pietro Mencarini hanno fatto discutere. Nel frattempo, le lancette corrono.
Il 24 settembre scadranno i 20 giorni entro i quali il primo cittadino può ripensarci. Passati i quali, l’addio diventerà effettivo. Passo indietro che Mencarini ha già detto di non essere intenzionato a fare.
Pesanti le accuse lanciate contro la sua stessa maggioranza e il suo stesso gruppo, che l’ha sostenuto in campagna elettorale.
Nonostante questo, i consiglieri di maggioranza si sono detti pronti a rinnovargli la fiducia. Finora, risposte zero. Qualcosa si saprà nel consiglio comunale convocato proprio per affrontare la crisi. Ma il commissario s’avvicina e c’è chi già pensa alle prossime elezioni.
In assenza di ripensamenti, a Tarquinia si tornerà alle urne a maggio 2019. I più attivi sembrano quelli della Lega.
Il partito di Salvini è pronto a correre da solo, con un proprio candidato sindaco. Centrodestra. Bye bye. E altrettanto accadrà, sempre secondo le intenzioni, a Civita Castellana.
Del resto, il vento tira a favore del Carroccio anche nella Tuscia, soprattutto dopo l’arrivo di Matteo Salvini a Viterbo il 3 settembre: “È rimasto molto contento dell’accoglienza – spiega il senatore Umberto Fusco – me lo ha detto, non se l’aspettava nemmeno lui così calorosa”.
Nel frattempo, nel capoluogo al partito si aggiunge un altro elemento. “Luciano Bernini è con la Lega”. Un imprenditore che passa fa la spola tra Brasile e Viterbo e molto conosciuto.
A proposito di comuni che tornano al voto, meglio farsi trovare pronti pure a Viterbo. Non si sa mai.
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