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Maxirissa a pratogiardino Lucio Battisti, parte il processo ai due immigrati

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Viterbo - Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo - L'ufficio mobile della polizia a pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – L’ufficio mobile della polizia a pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo - Il camper della polizia di stato a pratogiardino

Viterbo – Il camper della polizia di stato a pratogiardino

Viterbo – Maxirissa della vigilia dell’Immacolata tra italiani e stranieri a pratogiardino Lucio Battisti, al via davanti al giudice Silvia Mattei il processo al nigeriano e al liberiano coinvolti nel violento episodio finito a bastonate in cui sono rimaste coinvolte una ventina di persone.

Sono i due immigrati le cui posizioni sono state stralciate al processo per direttissima dello scorso mese di febbraio, in seguito al patteggiamento dei due studenti viterbesi, che, grazie allo sconto di un terzo della pena previsto dal rito,  se la sono cavata con una condanna a tre mesi e dieci giorni. Un terzo italiano, minorenne, è stato invece deferito al tribunale per i minori di Roma. 

La maxirissa, esplosa nel parco cittadino verso le ore 12,30 dello scorso 6 dicembre, ha suscitato molto scalpore nel capoluogo, rinvigorendo le polemiche relative alla sicurezza e al degrado di pratogiardino, all’interno del quale fu poi disposto un servizio straordinario da parte delle forze dell’odine per scoraggiare comportamenti fuorilegge. Sul posto l’apposito ufficio-camper della polizia di stato

Ad oggi non è ancora chiaro il movente, si sa però che a fronteggiarsi, armati di bastoni improvvisati, sarebbero stati una ventina di persone, una quindicina dei stranieri e i tre italiani: un 17enne, uno studente di Montefiascone, appena uscito da scuola, e un amico con cui aveva deciso di fare un giro in centro passando da pratogiardino. Tutto sarebbe partito da un alterco tra il nigeriano e i tre italiani.

Il liberiano e il nigeriano saranno giudicati col rito ordinario, come chiesto dal difensore Emilio Lopoi. Sei i testimoni che saranno sentiti nel corso di due udienze, già fissate per il mese di febbraio dal giudice Mattei, dopo l’ammissione delle prove. Si tratta di un processo molto atteso, dal quale si attende di conoscere i reali motivi scatenanti della rissa.

Il giorno della convalida del fermo il nigeriano ha continuato a dare in escandescenze nelle camere di sicurezza del tribunale e poi in aula, pretendendo di stare sdraiato a terra all’interno della gabbia di vetro trasparente riservata ai detenuti. Successivamente il giovane è stato nuovamente fermato per spaccio, sempre a pratogiardino e nelle zone limitrofe. 

Tra i possibili moventi qualche battuta di troppo oppure un mancato accordo sulla cessione di stupefacenti da parte del nigeriano, trovato in possesso di un grammo e mezzo di marijuana.

Lo straniero, negando di essere a pratogiardino Lucio Battisti per spacciare, durante l’interrogatorio di convalida si è giustificato dicendo di avere trovato la droga per terra e di essersela infilata in tasca. Il liberiano, invece, ci sarebbe finito in mezzo per caso, accorso a dare manforte all’altro immigrato, che nemmeno avrebbe conosciuto.

Silvana Cortignani


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