Tarquinia – (g.f.) – Pietro Mencarini, meno sei. Ancora sei giorni e poi le dimissioni del sindaco di Tarquinia diventeranno definitive. A meno che il diretto interessato non decida di revocarle.
I venti giorni previsti per legge entro i quali può tornare sui suoi passi sono ormai agli sgoccioli. In una situazione sostanzialmente senza novità di rilievo.
Nemmeno la seduta di consiglio comunale dello scoro giovedì non ha sciolto i dubbi.
Poi l’indiscrezione che la dice lunga sulla profondità della spaccatura tra sindaco e la sua maggioranza: per tornare sui suoi passi, Mecarini avrebbe chiesto le dimissioni degli assessori Catini e Serafini e pure del presidente del consiglio Arrigo Bergonzini. Irricevibile dal gruppo di maggioranza Idea e Sviluppo.
E se Catini, così trapela da ambienti vicini alla maggioranza (o quel che ne rimane), avrebbe dato una disponibilità almeno di massima a fare un passo indietro, poco si sa degli altri.
Pare che ieri fosse in programma un incontro tra Pietro Serafini e il sindaco. Ma i due non si sarebbero visti. Tutto come prima.
Mencarini, invece, ieri si è visto con il prefetto Giovanni Bruno. I due a quanto pare, hanno parlato a lungo nella stanza del primo cittadino, ma nulla è trapelato. E nulla sembra essere successo, di sostanziale. E intanto il tempo scorre. Il 24 settembre si avvicina.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY