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Viterbo - Il complesso sociosanitario e riabilitativo si è rivolto al Tar che ha rigettato il ricorso

“Non indicava la durata delle prestazioni”, sanzione della Asl di oltre 980mila euro a Villa Immacolata

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Roma - Tar Lazio - Tribunale amministrativo regionale del Lazio

Roma – Tar Lazio – Tribunale amministrativo regionale del Lazio

Viterbo – Supera i 980mila euro una sanzione emessa dalla Asl di Viterbo nei confronti del complesso sociosanitario e riabilitativo Villa Immacolata. Lo scrive il Tribunale amministrativo regionale del Lazio a cui la “Provincia romana ordine chierici regolari ministri infermi complesso sociosanitario e ospedaliero Villa Immacolata” si è rivolta chiedendo “l’annullamento della nota del 15 giugno 2017 della direzione generale dell’azienda sanitaria locale di Viterbo con la quale è stato disposto il recupero di 980mila 314 euro”. Ma perché?

All’esito di alcuni controlli, eseguiti nel 2010 e nel 2011, sarebbe emersa “l’inappropriatezza o incongruità di numerosi ricoveri, oltre 320”, a Villa Immacolata. “L’inappropriatezza dei ricoveri – spiega il Tar del Lazio – sarebbe principalmente da ascrivere, secondo le risultanze dell’amministrazione regionale, alla mancata indicazione del minutaggio riservato alle singole prestazioni”.

Il legale rappresentante della “Provincia romana ordine chierici regolari ministri infermi complesso sociosanitario e ospedaliero Villa Immacolata”, tramite i suoi avvocati, ha presentato ricorso contro la regione Lazio, il commissario regionale ad acta della sanità e la Asl di Viterbo, che si sono costituiti in giudizio e hanno chiesto il rigetto del gravame. E i giudici della sezione terza quater del Tar, dopo averlo ritenuto “infondato”, lo hanno “rigettato”.

“I tempi dell’attività riabilitativa devono risultare espressamente dalle cartelle cliniche – scrivono i magistrati nella sentenza -, ai fini della dimostrazione certa almeno delle tre ore di attività riabilitativa normalmente richieste”.


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24 settembre, 2018

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