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Viterbo - Parla la difesa del 26enne extracomunitario arrestato due volte in cinque giorni

“Non può essere espulso, è cresciuto a Viterbo e il suo paese è l’Italia”

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Braccianti agricoli - Foto di repertorio

Il 25enne fa il bracciante agricolo nei campi

Viterbo – (sil.co.) – No al foglio di via per il 25enne dominicano arrestato due volte in una settimana. 

“Vive in Italia da quando aveva sette anni e ha anche chiesto la cittadinanza, che non gli è stata concessa solo perché, come tanti coetanei italiani, nonostante abbia sempre duramente lavorato come bracciante agricolo, è ancora precario”, spiega la difesa, che ha fatto ricorso contro il provvedimento per bloccare l’espulsione.

E’ il giovane, residente a Bagnaia, le cui iniziali sono M.C.R., arrestato due volte in cinque giorni, venerdì 24 e mercoledì 29 agosto, per il furto di un motorino al Sacrario e poi per resistenza perché, sempre in centro, si  è scagliato ubriaco contro i carabinieri. I militari erano intervenuti in via del Pavone, nel quartiere San Faustino, per sedare una lite tra il 25enne e un connazionale di 23 anni. Ma lui, alla vista delle divise, invece di calmarsi, ha cominciato a inveire, dandosi alla fuga e facendosi catturare dopo un rocambolesco inseguimento in via Marconi.

Per lui il questore ha disposto il foglio di via obbligatorio, contro il quale si è opposto, facendo ricorso, il difensore Antonella Fiore Melacrinis, secondo la quale non ci sarebbero i termini per l’espulsione.

Dove dovrebbe andare? Il suo paese è l’Italia, la sua vita è a Viterbo, i suoi parenti sono tutti qui, altrove non ha nessuno – spiega la legale – è un bravo ragazzo, uno che lavora duramente, va tutti i giorni nei campi, fa il braccante agricolo nelle campagne di Tuscania e non ha mai mancato un giorno. E’ cresciuto in Italia, ha frequentato le scuole italiane, si è formato nel nostro paese”.

“Non è un clandestino, non è un rifugiato, è un immigrato regolare – sottolinea l’avvocato – gli manca ancora la cittadinanza italiana solo perché, come tanti ventenni e trentenni del nostro paese, non ha una stabilità lavorativa, ma è precario. E come capita a tanti ragazzi, negli ultimi giorni ha commesso uno sbaglio, lo sbaglio di bere troppo, che lo ha fatto finire nei guai”.

La legale chiederà di unificare i due procedimenti, affidati uno al giudice Gaetano Mautone e l’altro al giudice Roberto Colonnello, quindi il patteggiamento in continuazione.

“Spero davvero per il mio assistito – conclude la legale – di poter chiudere il più velocemente possibile questa vicenda, perché, a 26 anni, ha tutta la vita davanti da vivere e gli auguro di potere avere la tranquillità e la serenità che merita per affrontarla. Ha commesso un errore, ma la pena deve essere proporzionata all’entità del fatto. E soprattutto non è un mostro, ma soltanto un giovane come tanti altri”. 

Articoli: Troppi due arresti in una settimana, deve andarsene – “Ho preso il motorino per tornare a casa dal lavoro…”

 

 


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1 settembre, 2018

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