Grotte di Castro – Stadio Paris. 16,30 di ieri.
Una vettura si accosta davanti ad alcuni tifosi della Viterbese, saliti sul rimorchio di un trattore per osservare la situazione all’interno del rettangolo verde.
“Si stanno allenando?” è la domanda rivolta ai supporter del gruppo Antichi valori, che rispondono in maniera affermativa: “Sì, sono in campo. E già questa è una buona notizia”.
La battaglia tra il club laziale e la lega Pro ha aumentato a dismisura l’interesse verso la squadra e il viavai attorno al campo di allenamento ne è la riprova. I tifosi sperano ancora in un ripensamento di Piero Camilli, che magari dopo l’apertura di Gabriele Gravina potrebbe decidere di fare un passo indietro.
La squadra, in effetti, è tornata ad allenarsi e a dire il vero anche in maniera abbastanza pesante. Tanto lavoro atletico e altrettanti schemi di gioco hanno caratterizzato la seduta di ieri, in cui Giovanni Lopez ha portato avanti il suo lavoro come se non fosse successo nulla. Prima e dopo le due ore di seduta, il clima è apparso disteso mentre durante l’allenamento la concentrazione è rimasta altissima.
La squadra, d’altronde, anche se incerta sul futuro non può adagiarsi e specialmente dopo che al Rocchi, sempre ieri, sono stati effettuati alcuni lavori di manutenzione. Il colpo d’occhio, rispetto ai giorni scorsi, era totalmente diverso: erba appena tagliata, curve e tribuna pulite in maniera ineccepibile e operai al lavoro lungo il vialetto principale per sistemare l’ingresso e i botteghini.
Due indizi, per poco, non fanno una prova ma tanto è bastato per riaccendere le speranze dei tifosi gialloblù, ancora in shock per le minacce di abbandono del presidente ma decisi a credere fino in fondo in un eventuale ripensamento.
Il dietrofront non era affatto scontato e a raffreddare gli animi ci ha pensato la Viterbese stessa, con un comunicato in risposta a quello che la Lega Pro aveva diffuso in mattinata.
“Il presidente della Viterbese Castrense Piero Camilli – si legge nella nota – contesta in toto il comunicato stampa emesso dalla Lega Pro sul proprio sito nella giornata odierna. Lasciamo perdere trasparenza, rigore e quant’altro che credo non siano stati rispettati nella fattispecie ed è evidente in quanto nessuno ha l’anello al naso.
Riguardo la mia intervista dell’epoca, sono state estrapolate delle frasi in un contesto diverso e molto più ampio. Il mio affermare che ero disposto a giocare dappertutto, a patto che venissero rispettate le regole, lo confermo ancora oggi ma il fatto è che sono state calpestate sia le regole che il buon senso.
Forse non sapevano che al nord erano retrocesse tre squadre e che purtroppo erano sparite o promosse diverse meridionali, per cui vi era un evidente sbilanciamento numerico a favore delle squadre del nord. Tra l’altro, si gioca un campionato nazionale e non un campionato d’Eccellenza per cui sarebbe logico che tutte le squadre giocassero in vari punti della penisola.
A proposito a dichiarazioni e promesse, a cui mai sono seguiti i fatti, meglio soprassedere, visto e considerato l’attuale stato della serie C e il fatto che chiudono diverse compagini ogni anno. Tra l’altro, non ci siamo svegliati alla mattina con idee bizzarre, ma avevamo già inviato alla segreteria della Lega Pro una nostra comunicazione con l’esplicita richiesta di non essere inseriti nel girone C o quantomeno che i gironi fossero armonizzati in maniera diversa.
Per noi l’argomento è chiuso, non scenderemo in campo. Se questa trasparenza, buona fede e rigore sono reali, chi ha sbagliato corregga i suoi errori“.
Firmato, ovviamente, Piero Camilli. Che non indietreggia di un millimetro ed è sempre più convinto a non partecipare al campionato. Anche se questo, per la Viterbese, significherebbe sparire.
Samuele Sansonetti
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