Viterbo – (sil.co.) – L’ultima è che di sabato Trenitalia starebbe lasciando a piedi gli studenti della Tuscia in un tratto di una quarantina di chilometri tra Orte e il capoluogo. In soccorso arriva l’appello alla Regione del segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica. E della segretaria provinciale Uil Scuola, Silvia Somigli.
“Ci appelliamo alla Regione – dice Civica – perché possa intervenire al più presto per garantire ai tantissimi studenti della provincia la regolare frequenza dell’anno scolastico, anche il sabato quando probabilmente l’affluenza dei passeggeri è minore e la necessità degli studenti non coincide con gli interessi di Trenitalia”.
L’appello fa seguito alla seconda sospensione senza preavviso, sabato scorso, per la seconda settimana consecutiva, del treno regionale 7568, in partenza da Orte alle ore 6,36, che attraversa i comuni di Attigliano, Sipicciano, Grotte Santo Stefano e Montefiascone per arrivare alla stazione di Viterbo.
Treno soppresso, mentre il primo pullman utile per il capoluogo passerebbe dopo le ore 10.
Di “grande criticità sul piano dei trasporti ferroviari” parla Silvia Somigli, segretario generale della Uil Scuola di Viterbo, puntando il dito contro la regionalizzazione amministrativa scolastica a Roma, che di fatto ha ridotto al lumicino le competenze dell’ufficio scolastico locale, fagocitato dagli “interessi capitali”.
“L’ex provveditorato è diventato espressione minimale di una serie di competenze trasferite a Roma. Si dà rilevanza a progetto romano-centrico, mentre dalla stazione di Porta Romana a Ostiense si impiegano, se va bene, due ore. Ma non è solo questo”, dice la segretaria.
“Il discorso che riguarda gli studenti e i pendolari diretti alla capitale e viceversa – prosegue – va ampliato anche all’utenza interprovinciale, che si muove per lavoro o per studio verso il capoluogo o i centri principali della Tuscia e deve confrontarsi con le problematiche relative ai trasporti pubblici”.
“Ci sono validissimi istituti scolastici della provincia in affanno sul fronte delle iscrizioni perché gli studenti preferiscono allungare i chilometri per venire a Viterbo, piuttosto che allungare i tempi per raggiungere paesi più vicini, ma mal collegati. Non ci meravigliamo se chi sta a Nepi viene a Viterbo invece che andare a Civita Castellana, oppure chi sta a Bagnoregio rinuncia a Montefiascone per gli istituti del capoluogo, e via discorrendo”, sottolinea Somigli.
Tornando alla soppressione del treno regionale 7568, in partenza da Orte alle ore 6,36 del sabato: “Mi unisco all’appello di Alberto Civica. Il sabato è una giornata non solo di scuola, ma anche di lavoro. Si parla tanto di incentivare il trasporto ferroviario come alternativa ecologica al trasporto su gomma. Ma così facendo, si torna indietro”.
“In un’epoca in cui tutto corre veloce, inseguiamo comunicazioni virtuali, perdiamo quelle reali che sono d’obbligo per garantire la frequenza scolastica di ogni ragazzo – commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – dovremmo investire di più in infrastrutture e collegamenti e invece si sopprimono le poche corse che collegano i paesi, le realtà più periferiche alle città o si incrementano le tariffe autostradali, come accaduto sulla A24 dove i lavoratori pendolari per raggiungere la Capitale lasciano mensilmente al casello buona parte del loro stipendio”.
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